Fin da preadolescente avevo il desiderio di provare l’LSD: sono cresciuto con la musica psichedelica dei Beatles, Pink Floyd, Grateful Dead ecc. quindi per me psichedelia = Musica ma siccome ero un bistullone che aveva paura della sua stessa ombra, ne ero anche terrorizzato: considera che la prima canna l’ho fumata a 23 anni.
Poi, tanti anni dopo quando non ero più un bistullone ma un uomo un po’ più maturo e cosciente (sulla maturità avrei qualche riflessione da fare ma lasciami credere che sia più maturo, per amore di facilità di conversazione) ho iniziato a studiare letteralmente cosa sono le sostanze psichedeliche e in particolare Lucy (per chi si chiedesse perchè la chiamo così è per via della canzone dei Beatles “Lucy In The Sky With Diamonds” ❤️). La mia determinazione stava crescendo. Dovevo provarlo, almeno una volta, coscente anche del rischio che questo comportava.
Una bella sera ho incontrato una persona che finalmente mi ha venduto un blotter da 200μ. L’ho tenuto li per una settimana, ero eccitatissimo e volevo prepararmi all’evento.
Prima cosa: testo il blotter con i reagenti Ehrlich e Hoffman e si, si tratta proprio di LSD!
Allora preparo il setting: una pulita veloce alla stanza, tolgo tutto quello che potrebbe farmi del male (oggetti sparsi in giro), accendo incensi profumati, tiro fuori la coperta morbida e calda e mi infilo la felpa in pile. Avevo già preparato della frutta da mangiucchiare eventualmente durante e dopo e mi ero fatto una playlist solo con i Beatles (me lo dovevo!): REVOLVER, YELLOW SUBMARINE, MAGICAL MISTERY TOUR, SGT. PEPPER, ABBEY ROAD e LET IT BE.
Alle 7,39 di mattina, dopo aver bevuto un pochino di succo di frutta, con le mani tremanti dall’eccitazione, infilo il cartoncino sotto la lingua e ce lo lascio finche non si spappola, quindi lo ingoio, dopo di che faccio partire la musica e mi sdraio sul letto, facendo un po’ di esercizi di respirazione e leggendo ad alta voce una specie di mantra che mi sono inventato per iniziare ogni viaggio (compresi quelli con Sally/salvia).
Alle 9,40 iniziano i primi segnali: la stanza intorno a me sembra respirare, pulsare lentamente e mi invade un senso di allegria.
Credo un ora dopo ero in pieno effetto. Visivamente ho visto pochino, gli oggetti si muovevano, roteavano e cambiavano forma ma non ho visto altro. Diciamo che quel che ho visto è bastato a farmi ridere come uno scemo. Guardavo fuori la finestra e le nuvole in cielo si attorcigliavano in spirali infinite, bellissime, le piante del mio dirimpettaio dondolavano e “respiravano” mentre mi sembrava di vedere delle forme astratte tra le foglie.
La vera rivelazione è stata la Musica: profonda, piena, i suoni perfettamente distinti, separati ma comunque uniti in un flusso talmente puro e armonico che mi ha commosso. La scelta della playlist poi è stata per me perfetta perchè le canzoni si alternavano a dolcissime ballate a pezzi divertentissimi (ad esempio “Octopus Garden“) e pezzi assolutamente meditativi (ad esempio “Within You Without You”). Confesso che quando ho ascoltato “All you need is Love” ho pianto come un bambino dicendo “è vero, c’è bisogno di più amore, perchè non c’è più amore nel mondo?”…
La sensazione era che la Musica mi parlasse, sia attraverso i testi che attraverso gli strumenti. Era sensazionale, non avevo mai ascoltato i Beatles così e sono convinto che bisogna ascoltarli sotto LSD per cogliere al pieno il senso, la bellezza e le fortissime emozioni che quel gruppo è riuscito a mettere in musica.
Era un paradiso, letteralmente. Piangevo, ridevo, fingevo di dirigere l’orchestra e stavo bene, bene come non ero mai stato ascoltando Musica.
MA…. Ho anche sentito le mie ombre che iniziavano a lambire questo stato di grazia nel quale nuotavo. Sentivo una punta di paura e di preoccupazione che sapevo bene essere causate dal mio set non perfettamente limpido (all’epoca stavo passando un periodo un po’ turbolento per problemi famigliari) ed ho iniziato a temere per un bad trip.
E qui forse mi è andata di fortuna perchè sapevo che non dovevo oppormi, dovevo “let it flow” ma nel contempo non volevo perdere quello stato di “magia” per cui ho fatto l’unica cosa che mi sembrò logica: mi sono sdraiato ancora, ho fatto un po’ di respirazione e mi sono focalizzato sul flow musicale. Le ombre sono lentamente sparite e io sono tornato ad essere avvolto dalla coperta sonora.
Non so a che ora ma sono uscito di casa per comperarmi una pizzetta, il trip era in fase calante ma c’era ancora un po’. I colori erano belli saturi, il sole era piacevolmente caldo ed ho salutato con un sorriso da un orecchio all’altro chiunque incontrassi. La pizzetta era strepitosamente gustosa.
Tornato a casa, ho provato a dare un morso alla mela e qui è successa un’altra cosa stupenda. La polpa nel punto in cui l’avevo morsa scintillava di milioni di minuscole stelle. Mi sono messo a ridere e non so perchè ma ho ringraziato la mela, che ho mangiato molto lentamente perchè mi piaceva sia il gusto che quello che vedevo: ad ogni morso erano altri miliardi di scintille che apparivano nella polpa.
Morale della favola: è stato un trip favoloso e sono stato fortunato perchè ho lambito il lato oscuro del trip senza caderci dentro, ne ho percepito la forza e il rischio di cadere in paranoia; ho imparato quanto il set sia fondamentale per un buon viaggio.
E posso anche aggiungere che in un qualche modo, sono cambiato. La Musica ora la ascolto in maniera diversa e per ora la mia interazione con le altre persone è un pochino più rilassato. Non so quanto durerà questo cambiamento ma intanto c’è.
CONCLUSIONE: grazie per aver letto fino qui. Lucy è una esperienza che ripeterò di sicuro, probabilmente se aumenterò il dosaggio chiederò il supporto di un trip sitter. É vero che i problemi che mi attanagliavano all’epoca sono risolti per il meglio quindi il carico di paure e angosce non ci sono più ma ho avuto un assaggio di quello che potrebbe diventare e un trip sitter non potrebbe che essere utile. É una molecola meravigliosa ed è un crimine che sia illegale.