An open letter to Roger Waters (I don’t even remember what was all about but hey…)

Dear mr Waters,

My apologies for clogging your comment wall with my opinion. But I feel the urge to say something.
I think you are partially right when you say that “read, read, read, read and then read again” is the heavy lifting. I think, on the other hand and based on my own experience, that this is mere fifty percent of the heavy lifting.

The other fifty is observe the people around you, interact with the people around you. The more, the better. The most geographically distant, the better.

And then keep on reading and keep on observing, keep interacting. That’s the one hundred percent “heavy lifting” in the way you, mr Waters, very probably meant it. And as far as your video showed, you did that, but for some reasons you did not mention it at all. Or at least that what it seemd to me.

Reading, studying, going deep inside any matter is not just a right of human beings. It’s a fucking DUTY; is a primary, fundamental, vital necessity, without which we are not human beings. We are not even trained monkeys.

We are a chocking weight for all humanity. We are a deadly burden to those around us, to those who live literally next door to us or thousands of kilometres away. A burden that mercilessly drags us into a dark abyss from which, to come out, will cost sacrifices that we cannot even imagine today, but of which we are having some sad and tragic taste.

Cultivating culture, the real kind, the kind that we may not like and that absolutely does not give a damn about ‘muh emushuns’, our desires, our anger and revenge and our fears, is as absolutely and inescapably indispensable and vital as breathing, eating reproducing; as Art and Science.

The ‘cancel culture’ first and foremost is not culture.

It is the fascist administration of a homogenised product that is insipid and poor in nutrients but full of drugs that make us weak, sluggish in critical thinking, full of muscles but deprived of brain circumvolutions; deprived of the right ‘antibodies’ to live in this often poisonous and indifferent broth called the Universe that was not made for us, but which we have stumbled into by a bizarre chance, and let me tell you, often through the ‘fault’ of an irony so cruel and incomprehensible that it can destroy a human being’s sanity if we do not have those antibodies I mentioned earlier, antibodies which only a proper culture, deeply rooted but with branches reaching everywhere, can help growing and preserve.

Mr. Waters, those are your words. Do you remember them at all?

We watched the tragedy unfold
We did as we were told, bought and sold
It was the greatest show on Earth
But then it was over
We oohed and ahhed
We drove our racing cars
We ate our last few jars of caviar
And somewhere out there in the stars
A keen eyed lookout spied a flickering light
Our last hurrah
And when they found our shadows
Grouped ’round the TV sets
They ran down every lead
They repeated every test
They checked out all the data on their list
And then
The alien anthropologists
Admitted they were still perplexed
But on eliminating every other reason for our sad demise
They logged the only explanation left
This species has amused itself to death
No tears to cry
No feelings left
This species has amused itself to death

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Marx Predicted Gavin Newsome’s Technofascist Plan

From YouTube channels NonCompete and Luna oi!

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Trip Report: 31/05/2026

Questo trip report è importante. Registra, infatti, il mio primo viaggio lontano da qualsiasi comfort zone a me nota e familiare.

Ho deciso di assumere Sua Maestà LSD fuori casa, senza tutte quelle piccole grandi comodità che fino a quel momento mi avevano “tenuto al sicuro”, lanciandomi in mezzo alla natura e agli altri. Volevo capire come avrei reagito nel momento in cui le mie difese si fossero abbassate; nel momento in cui il mio default mode network (DMN) si fosse ammorbidito o magari del tutto disattivato; era qualcosa che dovevo fare, che dovevo a me stesso per capire se e come fossi cambiato in questi 406 giorni e l’ho capito, OH SE L’HO CAPITO!

Procediamo.

h. 08,23 – Colazione veloce al bar, il solito. Quattro chiacchere con il cameriere, il solito. Brioche al pistacchio, caffè; seduto al tavolino esterno sentendomi quasi un poeta francese mentre inizio a tenere il diario. Ho bisogno di questo inizio, leggero, perchè ho un po’ di paura. Sono nervoso. Non sono in casa, nella mia “tana” e mi sento già esposto, in pericolo. Due chiacchere sciocche con il cameriere, due morsi veloci e la brioche è sparita. Il caffè dura di più, lo gusto. Dopo il caffè, tiro fuori lo scartoccio dalla borsa e lentamente, sacralmente, quasi come se fosse un rito, estraggo i due cartoncini. Sono due pezzi da 100μg e uno da 50μg.

Li depongo sotto la lingua. Rimarrano li per un bel po’ di tempo ma questo ancora non lo so. Mi sono chiare le intenzioni, semplici:

  • guardare le persone
  • guardare la luce
  • ascoltare la Musica
  • sentire il calore del sole
  • guardare le papere dello stagno
  • forse parlare con qualcuno

h. 08,33 – Mi alzo e inizio a camminare in direzione Parco Sempione. Cerco di camminare lentamente anche se ho fretta. Non vorrei che le molecole iniziassero a farmi effetto per strada, non so perchè ma l’idea non mi sorride. Sono ancora perfettamente sobrio, la Musica mi esplode dagli auricolari e mi fa bene, come sempre mi scopro a camminare a ritmo e questo mi succede anche quando sono sobrio. Ormai posso tranquillamente dire che se la Musica induce stati di coscienza alterati, mi faccio di Musica su base quotidiana.

h. 08,52 – Qualcosa è in moto. Curioso, non è mai successo che il dietilammide facesse effetto così velocemente! Però è innegabile: la Musica è più definita e se ancora non emotivamente più coinvolgente è decisamente più intensa, i suoni sono più chiari e definiti. La mia vista è decisamente più acuta, percepisco meglio la prospettiva e i movimenti nel campo tridimensionale, la percezione della profondità è migliorata. Questo modo di “salire” è decisamente delizioso! Inizio a sentirmi avvolto da una sensazione di accogliente calore ma questa volta c’è una novità: una sensazione di energia, quasi di elettricità che fluisce in vortici nel mio corpo. Non l’ho mai provata prima, è incredibilmente piacevole! L’aria ancora fresca entra frizzante nei polmoni, mi sto avvicinando ad un ingresso del parco e la vista degli alberi è qualcosa di diverso.

h. 09,03 – Sono di fronte ad un albero di Magnolia, praticamente immobile con il naso tuffato in un fiore. Il profumo è commovente, inspiro il più profondamente possibile perchè voglio che quell’odore diventi parte di me, mi avvolga dall’interno all’esterno e mi coccoli. Sento delle lacrime che si stanno formando nel fondo degli occhi, è tutto assurdamente bello che vorrei gridare e fare esplodere questa gioia che sto provando! Questo profumo è così femminile, sa di donna… Ho una gran voglia di ridere e di piangere.

La luce. LA LUCE!! Filtra dalle foglie, dai rami, passa attraverso alcuni petali e disegna figure incredibili sul selciato. La luce è qualcosa di incredibilmente bello, dorata, scintillante. Devo camminare, però. Qualcosa mi spinge a muovermi, a non stare fermo. Devo muovermi.

C’è uno scoiattolo su un ramo che mi sta guardando. Ok, lo so che è un REBUS ma ho la curiosissima sensazione che voglia dirmi qualcosa. Quegli occhietti neri mi stanno fissando, lui è troppo immobile, io anche. Non oso parlare, non oso muovermi. Cosa vuoi dirmi, piccolo coso peloso? Cosa c’è che ti incuriosisce?

E poi i Pixies iniziano a cantare: “Bump into me, swear he’s tryin’ to talk to me, say wait, wait”, cazzo chiamala serendipità! “Where is my mind? Where is my mind? Way out in the water, see it swimmin‘”. Non posso non ridere di gusto di questa cosa! Saluto gentilmente lo scoiattolo che se ne infischia bellamente di me e del mio viaggio e mi dirigo verso lo stagno. La mia mente è li, nell’acqua, guardala nuotare.

Ed eccole. Le papere. Piccole, deliziose, impertinenti paperotte! C’è qualcosa nei colori cangianti del loro piumaggio che le rende assolutamente spettacolari. Potrei giurarci, i loro colori stanno lentamente, molto lentamente cambiando, fluttuando. Alcune sono immobili, ieratiche, come antiche divintà paperose che osservano indifferenti e starnazzanti. Altre nuotano placidamente nello stagno lasciando tracce e vortici nell’acqua. Quei vortici sembrano durare infinitamente, riconosco le strutture, riconosco le formule matematiche che li regolano e li definiscono ed è stupendo; ho questa meravigliosa sensazione di “tutto torna, tutto funziona come deve”. La Matematica è così bella, come è possibile che qualcuno la odi? Dico… Guarda come la luce danza sulle onde d’acqua!

h. ??,?? – Sono circondato da vita. Letteralmente. I pesci nell’acqua dello stagno. Gli alberi. Gli scoiattoli che saltellano da un ramo all’altro. Uccelli. Umani. Piante. Batteri. Insetti. Erba. Cani. Mi sento liquefare in un senso di dolcezza, inizio a non sentirmi più “estraneo” o in pericolo. Il vento è così tiepido e dolce che sembra quasi una carezza sovrumanamente gentile. Sto facendo davvero fatica a non scoppiare a ridere per il senso di gioia che sto provando quindi provo ad allontanarmi e cercare un posto un po’ più isolato.

Lo trovo. All’ombra di un grande albero. Mi tolgo la camicia, le scarpe e le calze e mi lascio cadere sull’erba. Sento tutto… I fili di erba che si schiacciano sotto il mio peso; i piccoli rami secchi che mi pungono la schiena, l’odore di erba, minuscoli insetti che iniziano ad arrampicarsi sul mio corpo, il vento che passa sulla mia pelle. Ho dei brividi di letterale piacere. Sento un lievissimo ronzio, giro la testa e vedo un’ape che si posa su un trifoglio. Non ce la faccio più, inizio a ridere, a ridere e ridere e ridere ancora e ancora! Senza ritegno! Sto talmente bene che vorrei poter prendere questa sensazione e regalarla a chiunque mi dovesse passare accanto perchè tanto so che non ne sarei privato nè sminuito in nessun modo. É come avere una torta da condividere ma più fette taglio da questa torta e più ne ho da regalare. É evidente che le leggi dello spirito non seguono le leggi della fisica. Guardo il sole filtrato dalle foglie dell’albero e continuo a ridere talmente di gusto che mi lacrimano gli occhi.

Ancora una volta provo quella sensazione: STO TORNANDO A CASA. Mi prende un languore assurdo, vorrei sciogliermi nella terra, vorrei che l’erba mi avvolgesse e che il vento mi portasse da qualche parte, non mi importa dove. Ho voglia di fumarmi una sigaretta ma il languore è così intenso che le mie mani sembrano fatte di gomma e rollare diventa una impresa… Continuo a ridere della mia goffaggine, più faccio fatica a rollare, più rido e più rollare diventa difficile. Non so quanto ci ho messo ma alla fine sono riuscito a far su un qualcosa che assomiglia molto vagamente ad una sigaretta. Ho l’accendino ma decido di chiedere a qualcuno per del fuoco. Passa un uomo, relativamente vicino me e gli chiedo del fuoco. Questo mi guarda ma non so interpretare il suo sguardo e a dire il vero poco me ne cale. Vorrei invitarlo a sedersi, a parlare con me, a fumare insieme a me ma lo sguardo mi sembra sfuggente e forse sospettoso; non so se è un accenno di paranoia o se si è accorto che sono in pieno viaggio… Non gli chiedo nulla a parte il fuoco. Se ne va e un po’ mi dispiace.

Sono in piedi, aspiro il fumo e guardo il terreno: cazzo… La terra respira? Pulsa? Vedo gli insetti che formicolano tra gli steli d’erba ma ci giurerei che la terra si sta muovendo, sta respirando. No, aspetta… Sono IO che sto respirando! La terra mi sta solo restituendo il mio respiro! Guardo una gazza volare bassa, lasciando una scia madreperlacea nell’aria e non mi sento fuori posto.

h. ??,?? – Da qualche parte c’è un palco e due ragazze che stanno suonando. Una suona un pianoforte, l’altra un violino. C’è una discreta folla che le circonda. La Musica è piacevole, non quella che sono abituato ad ascoltare durante un viaggio ma piacevole e soprattutto suonata dal vivo. Cazzo, quelle due ragazze sono due sirene e io mi sento Ulisse ma non sono legato a nessun albero maestro, sono libero. Mi avvicino e senza che me ne accorga (SENZA CHE ME NE ACCORGA? UN CAZZO E MEZZO! Me ne accorgo eccome!) sono in mezzo a perfetti estranei, fatto come un hippy. Vorrei ridere, vorrei dire a quel distinto signore che sta fumando accanto a me quanto sto ammirando i suoi baffi ma una parte misteriosamente lucida di me mi suggerisce di concentrarmi sulla musica e lasciare perdere i baffi di quel signore. Non so come mai ma più della Musica mi viene da pensare che sono in mezzo ad altri esseri umani, ascoltando Musica e non mi sento minacciato anzi, in qualche imprescrutabile modo mi sento parte di qualcosa. Se non ci fosse stata la Musica sarebbe stata la stessa cosa? Guardo le persone intorno a me. Sono così strane ma in qualche modo affascinanti. Non per forza piacevoli ma di sicuro affascinanti. Hanno odori, colori, suoni, forme. Li hanno sempre avuti, è ovvio che sono io che non sono stato in grado di vederli. E ora che me ne faccio di questa bellissima intuizione?

Camminare a piedi scalzi nel parco è una esperienza: nell’erba i piedi non fanno male anzi… Sono accarezzati dalla morbidezza del manto erboso, è piacevolissimo! Vicino le fontane i piedi si immergono nel fango fresco, il primo impatto è strano, non me lo aspettavo ma poi ho ceduto, ho iniziato a giocarci dentro come un bambino! Quanto è divertente! Mi ero dimenticato di quanto è piacevole pestare i piedi nudi nel fango! Poi ci sono i percorsi, fatti di sassi e quelli pungono, fanno male ma non è del tutto spiacevole. Non sono un masochista ma c’è una specie di metafora… Per andare da un posto piacevole all’altro si deve passare da posti spiacevoli. Non so neanche se ha senso. Non so neanche se me ne frega davvero se ha senso, ci penserò quando sarò lucido, casomai. Mi piace andare in giro scalzo per il Parco Sempione.

h. 13,10 – Mi fermo al baracchino vicino la biblioteca, ho una fame pazzesca. Di solito dovrebbe essere il THC che da i munchies; a me no. É sua Maestà LSD che mi mette appetito, in effetti mi mette diversi tipi di appetiti… Per ora soddisfo quello gastrico. Una piadina mortadella e formaggio con una Menabrea piccola per ora vanno bene. Cazzo che buona!! Ogni morso è un’estasi delle papille gustative! No, davvero, che buona! Sento il formaggio che mi si spande in bocca, il pane che si mescola sulla lingua e la bocca è una letterale orgia di sapori. Eccheccazzo, l’ho sempre saputo che la relazione tra sesso e cibo è una cosa che su di me funziona egregiamente ma una piadina? Cosa c’è di erotico in una piadina? Eppure i miei pensieri stanno diventando “porn-adjacent“. Non è solo una questione di erezione. É qualcosa di più complesso, una sensualità che coinvolge intensamente la vista, l’olfatto, il tatto, l’udito (trovo la voce di una donna vicino me assurdamente sensuale, ho una voglia a stento controllata di baciarla e assaggiare il sapore della sua saliva) e ovviamente il gusto. Il sapore salato del formaggio e della mortadella mi evocano pratiche erotiche orali che mi fanno tremare le mani. Cazzo, cazzo cazzo! Non è la prima volta che l’LSD ha questo effetto dionisiaco ma è la prima volta che è così dannatamente intenso!

Mando giù la birra in un sorso. Il fresco del liquido non mi da l’effetto sperato di calmare gli ormoni sparati nell’iperspazio erotico. Evabè… Il sapore della birra mi porta altri ricordi, merda… Sto avendo un rigurgito del mio passato di qualche anno fa, amplificato dalla droga e ora da una leggera ebbrezza alcolica. Cerco di non ridere, cerco di non guardare nessuno intorno a me ma il cuore sta battendo come il batterista di una band metal e inizio ad avere un inconveniente fisiologico all’inguine. Devo prendere la borsa e tenerla in braccio, stracazzacci!

Ascolto le persone intorno a me parlare, quanto è piacevole?? Le voci come melodie. Non cantano davvero ma le percepisco così.

E poi la Musica mi tradisce, la bastarda… “Bad to the bone” di George Thorogood And The Destroyers. Ma che cazzo, una delle canzoni rock più “toste” di sempre, testi espliciti, allusioni sessuali e assoli di chitarra davvero hard! E le mie fantasie erotiche partono per la tangente. Ok, non so cosa fare ora. Giuro, se qualcuna mi rivolge la parola la bacio qui sul posto e non me ne frega se mi arrestano per violenza sessuale. Devo fare qualcosa per distrarmi, devo fare qualcosa per raffreddare i miei “spiriti” che più che bollenti sono diventati color azzurrino per quanto si sono arroventati.

E la brillante idea è quella di ordinare un’altra piadina e una birra grande. Si, lo so. Idea del cazzo ma l’ebbrezza alcolica mi tenta e ho voglia di mordere qualcosa. L’ideale sarebbe un paio di labbra morbide ma temo di dovermi accontentare di una piadazza.

Cosa che faccio, con molto più gusto rispetto prima. Questa volta la mangio lentamente, molto lentamente. La mordo a fondo, a piccoli bocconi che mastico lentamente fino a farli liquefare completamente nella mia bocca. La lingua mescola il bolo e i sapori invadono la mente. Forse, per un momento, lo stratagemma funziona. Mi focalizzo sul cibo ma cazzo quella ragazza continua a ridere e la sua risata argentina mi stuzzica

Bevo la birra ma sorpresa? Non funziona anzi… Peggiora le cose. Devo trovare la forza di alzarmi, andare ad una vedovella e ficcare la testa sotto il getto d’acqua fredda e magari non solo la testa… Ma se mi alzo ora ho paura che si riveli la “manifestazione fisica” del mio stato d’animo. Mi scappa ancora da ridere e questa volta non ci riesco a stare composto, rido. Rido di gusto. Ho gli auricolari e faccio finta (miseramente fallendo, temo) di essere in qualche tipo di conversazione. Prendo la borsa, me la metto sull’inguine e mi alzo ma tra la birra, tra lo stato di eccitazione e l’LSD non sono molto stabile sulle gambe, sto barcollando, sto ridendo, probabilmente sono pure sporco visto che mi sono sdraiato e rotolato in mezzo all’erba poco fa. Ah, e sono pure a piedi nudi, parcchio sporchi, con le scarpe nell’altra mano.

Guardo le persone intorno a me, qualcuno mi guarda, qualcuno mi ignora. Cerco di stare composto ma ci riesco per poco, mentre mi allontano scoppio a ridere di nuovo.

Mi rifugio sotto un albero, mi sdraio ancora mentre “erotic nightmares beyond any measures” danzano nella mia testa. Non capisco bene cosa mi sta succedendo, in teoria non dovrebbe essere l’MDMA ad avere questi effetti? Non ho voglia di stare a pensarci, guardo i rami, le foglie e i raggi di sole che danzano tra questi. É stupefacente. L’odore del mio corpo mi dice che sono sudato, sporco, di terra e di erba ma mi sta bene così. L’albero sotto il quale sono seduto deve avere tanti fiori perchè ne sento il profumo, è un qualcosa di così fisico da essere quasi tattile.

E ancora una volta mi viene in mente il femminile, quel profumo mi ricorda la morbidezza del corpo femminile.

E la Musica… La Musica ancora mi vuole provocare. “When The Levee Breaks” dei Led Zeppelin. Si si si, non ha niente di erotico per se quella canzone ma il ritmo? La batteria? Le chitarre? O forse il mio stato d’animo? Il profumo dei fiori? Il sole e il caldo sulla pelle? CHE PROFUMO DI FIORI!!

Cara la mia Musica, dolce compagna di una vita… Sono nelle tue volute sonore.

E non mi hai mai tradito.

Dopo i Led Zeppelin, è stata la volta di “Outside Woman Blues” dei Cream. E poi “Black Betty” dei Ram Jam. Ero talmente su di giri che ho tentato di disegnare qualcosa ma mi è venuto fuori solo un cazzo in erezione. E me ne sono accorto solo il giorno dopo di cosa avevo disegnato.

Un pensiero mi si fa strada: devo portare con me dei blotter di LSD e iniziare a regalarli alla gente. Si si si… Devo fare così (nota del me futuro: non scherzare…).

Una farfalla bianca sta volando intorno a me. Attraverso me. C’è una luce madreperlacea che circonda tutto, ancora una volta ho l’urgenza di liquefarmi, di perdermi, di dissolvermi, di non essere più.

h. 16,22 – Sono ancora al parco, sono ancora strafatto, high as fuck! Uno dei vecchi spaccini che ero solito contattare per trovare dell’erba decente mi si avvicina e mi dice che vorrebbe “fare affari” con me. E da quando io sono uno che “fa affari”? Cazzo, chi gli ha messo in testa una simile cazzata? Gli rispondo che io non faccio affari, io al limite consumo ma non so fare “affari”. Insiste, dice che lo trovo ogni mattina dalle 10. Gli sorridno, gli stringo la mano e gli dico che io non so fare affari.

Sento della Musica, ad un volume esagerato, offensivo, volgare. Però mi piace il ritmo. Riconosco un poliritmo, un 3/4. É facile riconoscerlo: “pass the goddamn butter”. Mi piace perchè questa Musica non rispetta la linearità del tempo, usa metriche miste e mi piace, mi piace parecchio. Quello che non mi piace è che nessuno sta suonando. É una registrazione. Sono così deluso che mi viene un magone… Cazzo ma perchè? Perchè nessuno suona? Cazzo, prendete degli strumenti e suonate!! Suonate fino a farvi sanguinare le dita! Non questo, non un boombox sparato a tutto volume! Suonate! SUONATE! Fate del vostro corpo MUSICA! Fate del vostro cuore MUSICA!

Ho uno strano insetto sulla mia mano, non so cosa sia, assomiglia ad una mantide religiosa ma è minuscolo. Un cucciolo di mantide religiosa? É assurdamente carino! Si incastra tra i peli del mio braccio e tenta di saltare via… Alla fine ci riesce e sono contento per lui. Chissà dove sta andando.

h. 18,?? – Sono ancora con Sua Maestà. La luce del sole ora ha una sfumatura dorata, ci sono piccole scintille bianche che ogni tanto appaiono tra i raggi sparsi tra le foglie. Ogni cosa ora lascia una scia di madreperla e oro, nettissima; mi perdo in questa bellezza immensa, avvolto nell’aria calda e in una sensazione di tenerezza sensuale che mi sta cullando come una amante. Inizio ad essere stanco, nel fisico e nella mente, forse dovrei iniziare a pensare di tornare lentamente a casa… Ma non ne ho davvero voglia, sto bene qui. C’è una sensazione di pace deliziosa, sento quasi l’afterglow che inizia a formarsi e mi piace lasciarmi galleggiare in questo mare caldo…

h. 20,?? – Sono a casa. Sono immensamente stanco ma immensamente felice, soddisfatto. Mi sono fatto una doccia bollente, mi sono dovuto masturbare perchè la tensione era ormai insopportabile. É stato un orgasmo intenso, prolungato, luminoso se mai questo aggettivo ha un senso abbinato ad un orgasmo. É stata una esperienza puramente dionisiaca, estatica, erotica, sensoriale, luminosa.

Ho visto “gli altri”, non ho visto “me” ed è stato giusto, bello così. Ora devo dormire, il lenzuolo fresco e profumato è leggero sulla pelle. Non so che sogni sognerò, non mi importa. Sono ancora in volo, nella luce. Domani tornerò al mondo ma per oggi, per qualche ora ancora lasciatemi volare, lasciatemi sognare.

In fondo… Perchè no. Me lo sono meritato.

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Der Winter wird zurückkehren – Winter Shall Return

Am Meeresufer steht ein Baum
Auf dem höchsten Ast sitzt ein blauer Stern
und ein schimmernder roter Vogel

Eine Feder fällt, wirbelt auf den Sand zu
Die Feder zeichnet eine Spur durch die Luft
Ich verliere mich in dieser Kurve

Der Winter wird zurückkehren, doch ich weiß nicht, welche Augen er haben wird
Der Wind wird zurückkehren, doch ich weiß nicht, aus wessen Händen er kommen wird
Die Dunkelheit wird zurückkehren, doch ich weiß nicht, welche Umarmung mich beschützen wird

Der schillernde rote Vogel hält ein duftendes Alpenveilchen in seinen Krallen
und einen rostigen Nagel in seinem Schnabel
Wirbel aus Glimmer umhüllen den Stern

Bluttropfen sickern aus meiner Hand
Könnte ich wenigstens Angst empfinden, wäre ich dankbar
Wirbel aus Sternen umhüllen den Baum am Meeresufer

Der Winter wird zurückkehren, doch ich weiß nicht, welche Umarmung mich wärmen wird
Der Wind wird zurückkehren, doch ich weiß nicht, welche Hände mich beschützen werden
Die Dunkelheit wird zurückkehren, doch ich weiß nicht, welche Augen sie beobachten werden

Was zurückkehren muss, soll zurückkehren
Was kommen muss, soll kommen

Da stand ein Baum am Meeresufer
Da war ein blauer Stern am höchsten Ast
Da war ein schimmernder roter Vogel und eine abgefallene Feder

Da waren Blutstropfen und Glimmerwirbel
Da war ein duftendes Alpenveilchen und ein rostiger Nagel

Der Winter wird zurückkehren, doch ich weiß, mit welchen Augen ich ihn betrachten werde

Der Wind wird zurückkehren, doch ich weiß, wie ich mich warm halten werde

Die Dunkelheit wird zurückkehren, doch ich weiß, wie ich mich schützen werde


There is a tree on the seashore
On the highest branch there is a blue star
and a shimmering red bird

A feather falls, twirling towards the sand
The quill traces a path through the air
I lose myself in that curve

Winter will return, but I do not know what eyes it will have
The wind will return, but I do not know from whose hands it will come
Darkness will return, but I do not know which embrace will protect me

The iridescent red bird clutches a fragrant cyclamen in its talons
and a rusty nail in its beak
Vortices of mica envelop the star

Drops of blood ooze from my hand
If I could at least feel fear, I would be grateful
Vortices of stars envelop the tree on the seashore

Winter will return, but I do not know which embrace will warm me
The wind will return, but I do not know which hands will protect me
Darkness will return, but I do not know which eyes will watch it

Let what must return, return
Let what must come, come

There was a tree on the seashore
There was a blue star on the highest branch
There was a shimmering red bird and a fallen feather

There were drops of blood and swirls of mica
There was a fragrant cyclamen and a rusty nail

Winter will return, but I know with what eyes I shall watch it
The wind will return, but I know how I shall keep warm
Darkness will return, but I know how I shall protect myself

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Il possibile, auspicabile (?) collasso della AI e di Google

Nel maggio 2024, Google ha consigliato a milioni di persone in cerca di consigli di cucina di aggiungere della colla atossica al sugo della pizza. Non è un meme. Non è satira.

È una risposta reale generata dall’IA e presentata come un fatto assoluto. Potrebbe sembrare un divertente errore di sistema, ma non lo è. È qualcosa di peggio. È il sintomo fatale di un “Internet morto”.

In questo momento, quasi il 50% del traffico web è costituito da bot. Google si è silenziosamente trasformato da motore di ricerca a camera di risonanza a circuito chiuso dove l’IA si allena sull’IA. L’Internet con cui siamo cresciuti non c’è più.

Non siamo più i consumatori. Siamo i dati di addestramento.
Ecco perché dobbiamo smettere di usare Google immediatamente.

La ricerca sulla pizza era iniziata come qualcosa di innocente. “Perché il formaggio continua a scivolare via dalla pizza?” E non ci è voluto molto perché Internet trovasse la fonte. Era stata ricavata da un post di un troll di Reddit di 11 anni fa che in qualche modo era stato portato in cima alle metriche di Google. Poi si sono aperte le cateratte. Non ci è voluto molto perché la gente iniziasse a sperimentare con le ricerche per vedere quali altri glitch ci fossero in giro.

E uno rappresentava un rischio maggiore per la salute pubblica. Qualcuno ha cercato su Google “Quanti sassi devo mangiare” e ha ottenuto un risultato secondo cui i geologi dell’Università della California a Berkeley suggerivano di mangiare almeno un piccolo sasso al giorno. Citava un geologo di nome dr. Joseph Granger che descriveva come incorporare i sassolini nella dieta quotidiana. La fonte di tutto questo? Un articolo del 2021 del sito web satirico The Onion. Era chiaro che l’algoritmo di Google era tutt’altro che a posto.

Per prima cosa, questi non sono i risultati di ricerca di Google. Quelli esistono ancora, ma bisogna cercarli. Sono nascosti sotto un riepilogo di risultati che l’algoritmo basato sull’intelligenza artificiale di Google ritiene essere la risposta più adeguata.

C’è solo un problema. Spesso sono tutt’altro che la risposta più adeguata. Questi sono due dei risultati più bizzarri, ma gli utenti hanno segnalato risposte strane estratte da angoli bizzarri di Internet. Questo ha portato molti a dire che Google sta diventando molto più difficile da usare. Perché l’IA non è solo sbagliata… Sta avendo allucinazioni. E non del genere piacevole.

Da quando l’IA ha fatto irruzione sulla scena all’inizio degli anni ’20, le aziende si sono affrettate ad automatizzare e quella decisione si è rivelata controproducente. Un rapporto del 2024 ha mostrato che oltre il 50% del traffico su Internet è ora generato da IA e bot automatizzati che raccolgono, estraggono e interagiscono con i contenuti su vasta scala.

Ciò significa che per ogni persona reale online c’è una macchina che vede esattamente la stessa cosa, non per capirla, ma per manipolarla.

Questo crea un paradosso. Piattaforme come Google sono progettate per filtrare i contenuti su Internet in risultati di ricerca utili. Ora, quei contenuti sono in gran parte progettati dai bot che vengono poi analizzati dai bot e filtrati per gli esseri umani.

La cosa spaventosa è che non si tratta di un caso: Google ha dato il via a tutto questo nel marzo 2024 e nessuno se n’è accorto. Come tutti i principali siti web tecnologici, Google aggiorna periodicamente il proprio software e hardware per perfezionare l’esperienza utente. Ma nessuno era preparato a quanto sarebbe stato significativo l’aggiornamento del marzo 2024.

Google prometteva un’esperienza migliore, che avrebbe dato meno priorità ai contenuti di bassa qualità e reso più facile trovare ciò che si cercava. I punti chiave su cui avrebbe dovuto concentrarsi il cambiamento dell’algoritmo erano i domini scaduti, le pagine generate in massa e i siti di terze parti creati appositamente per migliorare il posizionamento di altri siti web nei risultati di ricerca.

Si trattava di tattiche che gli spammer utilizzavano da anni per manipolare Google. Questa mossa aveva lo scopo di ripulire un Internet già costruito attorno all’algoritmo. Ma le cose non andarono secondo i piani; da un giorno all’altro le tattiche che i siti avevano utilizzato per promuoversi sono diventate peggio che inutili.

Sono diventate attivamente dannose. Anni di posizionamenti elevati sono andati persi in un secondo e i siti si sono ritrovati a dover ricominciare da capo. Mentre utilizzavano i metodi che Google stava ora declassando, altri hanno segnalato che la loro autopromozione organica li stava facendo contrassegnare ingiustamente come spam. A tutti i livelli, l’impatto è stato devastante.

Studi che hanno monitorato siti di nicchia indipendenti hanno rilevato che oltre l’80% di essi ha perso traffico tra dicembre 2023 e agosto 2024. Questo ha colpito come una mazzata siti di recensioni testate da persone reali come HouseFresh, che ha segnalato di aver perso il 91% del proprio traffico proveniente da Google. Per molti piccoli siti, questo è stato l’equivalente digitale dell’arrivo di Walmart in città e dell’installazione di un enorme cartellone pubblicitario proprio davanti alla facciata del negozio di ferramenta locale. Il negozio originale è ancora lì, ma nessuno lo noterà. Ma la mossa non ha nemmeno ottenuto ciò che Google voleva.

Gli esseri umani pensano in fretta ma i computer pensano ancora più in fretta. Quando questo aggiornamento è stato implementato, le principali agenzie di marketing erano già passate a quella che viene chiamata «Parasite SEO».

La maggior parte dei siti che hanno perso visualizzazioni a causa dell’aggiornamento di Google erano piccoli siti indipendenti che avevano costruito la propria autorevolezza nel corso degli anni. Al contrario, la Parasite SEO sfrutta piattaforme affidabili come Medium, LinkedIn e Reddit per posizionarsi più in alto senza impegnarsi realmente.

E Google non sempre distingue tra contenuti buoni e cattivi. Tutto ciò che conta è il posizionamento. Così le aziende hanno iniziato a inondare queste piattaforme con più contenuti possibile. E se state pensando che ciò abbia significato grandi guadagni per gli scrittori, ripensateci. Questo è stato uno dei primi ambiti in cui la scrittura generata dall’intelligenza artificiale ha trovato un punto d’appoggio. Le grandi aziende hanno iniziato a inondare i siti di testi standardizzati che potevano essere generati in pochi minuti. Non dovevano essere buoni, non dovevano essere originali, dovevano solo essere pubblicati nel posto giusto. I bot stavano guadagnando terreno, in più di un senso.

Uno dei maggiori problemi che i siti web devono affrontare oggi è quello che viene chiamato “search heist”. Le reti di bot prendono di mira nomi di dominio scaduti che ritengono di alto valore e di grande autorevolezza. Ne assumono il controllo e li riempiono con quanti più articoli generati dall’IA possibile, facendoli schizzare in cima alle classifiche. Questi domini sono spesso costruiti attorno al principale rivale dell’acquirente, utilizzando lievi variazioni sul loro nome e riempiendoli di contenuti che favoriscono la concorrenza.

Potrebbe non sembrare etico, e molti si chiedono se sia addirittura legale, ma funziona. E ne abbiamo la prova proprio da chi l’ha fatto al meglio. Nel 2023, i contenuti generati dall’IA erano ancora agli albori, ma gli esperti di SEO sono stati tra i primi ad adottarli.

Uno di loro, Jake Ward, voleva vedere fino a che punto potesse spingersi. I risultati sono stati sbalorditivi. Ha usato l’IA per esportare la mappa del sito di un concorrente, poi ha trasformato ciascuno dei loro URL in titoli di articoli separati. Ha messo l’IA al lavoro per creare 1.800 articoli basati su ciascuno dei titoli e li ha caricati. È una vecchia tattica, che di solito richiede un sacco di lavoro manuale di data scraping. Ma ora è istantanea e ha più successo che mai. Il pubblico non è venuto a conoscenza di questo “furto” di domini dalla causa intentata dal concorrente, ne è venuto a conoscenza da Ward, che se ne è vantato con orgoglio su X.

Ha persino fornito ad altri utenti un modello su come sfruttare i domini vuoti e trasformarli in una risorsa. In 18 mesi, Ward è riuscito a sottrarre con successo 3,6 milioni di visite da ricerca organica al suo concorrente, con un picco di 490.000 visite in un mese. Ha mostrato come automatizzare la maggior parte del processo, consentendo alle persone di battere il ferro finché era caldo.

Per molte aziende, le opportunità sono ovunque. La tattica principale consiste nel prendere di mira pagine inattive di bassa qualità che ricevono poco traffico, note anche come pagine zombie. Quando scadono, vengono acquistate e utilizzate per reindirizzare il traffico lontano dalla società madre direttamente verso il concorrente.

Non serve nemmeno che ci sia qualcuno a coordinare questa attività. Le reti di bot ricevono l’ordine di individuare domini disponibili, accaparrarseli e iniziare a sfornare contenuti mentre l’amministratore delegato sta ancora bevendo il suo caffè mattutino. Sempre più siti web finiscono per essere invasi da contenuti generati dall’intelligenza artificiale.

Il che porta molti a chiedersi: ma c’è ancora qualcuno in casa? Sembrerebbe un problema semplice da risolvere. La maggior parte dei contenuti generati dall’IA, anche oggi, è ancora piena di errori ed è piuttosto facile da individuare.

Nonostante ciò, Google non ha intrapreso alcuna azione su scala paragonabile alla sua “epurazione” del marzo 2024 per riparare al danno causato. E non è nemmeno una questione di mancanza di risorse. Il sistema potrebbe funzionare esattamente come previsto. Google non sta venendo meno al proprio compito.

Ti sta intrappolando in un circolo vizioso di contenuti generati dall’IA. E tutto questo per un motivo specifico. In passato, bastava digitare una parola o una domanda in un motore di ricerca per ottenere immediatamente un elenco di link tra cui scegliere. Questi venivano ordinati dall’algoritmo, a partire da quello che riteneva più utile. Era semplice, pratico e offriva agli utenti una lista di opzioni fino a quando non trovavano quella giusta. È così che Google ha iniziato, ma c’è solo un problema.

È utile ma non è redditizio. Google non è più quella piccola e modesta startup di motori di ricerca da cui è partita. È un colosso con un’unica priorità: fare soldi.

Non ci è voluto molto prima che Google Search venisse invaso dalla pubblicità, il che significava che gli utenti dovevano guardare attentamente per assicurarsi che il primo risultato su cui cliccavano fosse un risultato di ricerca organico o un annuncio pubblicitario.

Ma ora, i clic potrebbero essere inutili. Potresti pensare che un motore di ricerca abbia un solo compito, portarti nel posto giusto. Ma cosa succede se il posto giusto non esce mai dal motore di ricerca? Il risultato a zero clic è diventato l’ideale per i motori di ricerca, fornendo traffico a loro e a nessun altro. Questo accade quando l’utente ottiene tutti i dati che stava cercando nella prima pagina su cui atterra. Non c’è bisogno di cliccare su nessun altro link.

Questo fenomeno si è evoluto più volte nel corso degli anni, inizialmente con i rich snippet, che forniscono una breve descrizione testuale per ogni link del sito web.

Poi c’era il Knowledge Panel, che forniva un’analisi visiva e testuale di determinati argomenti tratti dall’interfaccia di ricerca, spesso in collaborazione con siti come Wikipedia. In genere era informativo e manteneva gli utenti su Google. Poi l’intelligenza artificiale ha cambiato tutto.

Ora, la prima cosa che si vede non è affatto il risultato della ricerca. È un riepilogo di Google AI che attinge a diverse fonti autorevoli per creare uno o due paragrafi con testo, link e dati. Sembra utile, ma c’è un grande interrogativo: da dove provengono queste informazioni e ci si può fidare?

Secondo un recente studio di SparkToro, il 58,5% del traffico di ricerca di Google è ora a zero clic. Gli utenti ottengono tutte le informazioni di cui hanno bisogno dalla landing page senza mai cliccare su un link.

Alcuni insegnanti raccontano di studenti della Generazione Z e della Generazione Alpha cresciuti con Google che usano la landing page solo come strumento di domande e risposte. Non sanno come trovare le pagine web da soli. E questo potrebbe essere esattamente ciò che Google vuole: diventare una landing page non solo per le ricerche, ma per tutto.

Ma la gente se n’è accorta e sta trovando un rifugio insolito. La maggior parte dei beneficiari dei cambiamenti di Google sono stati i siti che generano contenuti tramite intelligenza artificiale e Google stesso, ma c’è stata una grande eccezione: Reddit. Questo sito è sempre stato un caso a parte, distinto dal boom dei social media. Solo la homepage è gestita da algoritmi. È principalmente basato sul testo, piuttosto che sui video, e l’IA è limitata solo ad alcuni riassunti. E questo ha portato a un’esplosione inaspettata.

Reddit ha visto il suo traffico organico da Google aumentare in termini assoluti più di qualsiasi altro sito, passando da circa 132 milioni a oltre 500 milioni in un solo anno. Il motivo è semplice. Reddit è uno dei pochi posti su Internet in cui le persone presumono ancora di parlare con altri esseri umani. La combinazione di facilità di pubblicazione e anonimato generale fa sì che le persone siano più disposte a pubblicare apertamente.

Google ha capito subito che Reddit stava diventando una miniera d’oro per i contenuti organici e non ha aspettato molto per concludere un accordo.

Nel febbraio 2024, Google ha offerto 60 milioni di dollari per i dati di Reddit. Questo permette a Google di utilizzare i post di Reddit per addestrare i suoi modelli di intelligenza artificiale e persino influenzare i risultati di ricerca. Probabilmente ha avuto un prezzo elevato, a dimostrazione di quanto Reddit sia diventato prezioso.

Nello stesso anno, Reddit ha registrato il suo primo utile trimestrale come società quotata in borsa, in gran parte grazie a un’impennata del traffico di ricerca. Ma questo potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio. Gli utenti di Reddit hanno notato un insolito aumento di storie ripetitive, tutte incentrate sugli stessi conflitti e caratterizzate da uno stile di scrittura simile. Gli utenti non esitano a segnalare quelle che sospettano essere storie generate dall’IA e a votare negativamente i post.

Ma è chiaro che potrebbe essere una battaglia in salita. I dati di Reddit sono ora preziosi, il che significa che le stesse reti di bot che lo hanno reso un luogo così comodo per le ricerche ora lo considerano un luogo conveniente da sfruttare. Google pensa di poter risolvere i suoi problemi attingendo ai dati di Reddit.

Ma Internet potrebbe essere ormai troppo compromesso per questo. Per coloro che non credono nella sostenibilità a lungo termine dell’IA, a prescindere dalla volontà degli utenti, è importante considerare che, solo su Google, si sono registrate recenti polemiche a causa della presenza dell’IA non solo nel motore di ricerca, ma anche nei server di posta elettronica.

Gli utenti ricevono riassunti delle proprie email generati dall’IA e persino suggerimenti di possibili frasi da ripetere durante la scrittura. Molti si sono lamentati della difficoltà nel trovare e utilizzare l’opzione per disattivare queste funzionalità.

Questo potrebbe portare a un problema ben più grave. Gli scettici dell’IA mettono in guardia da tempo contro una potenziale crisi chiamata “collasso del modello“. Si tratta di un fenomeno osservato nei modelli di addestramento dell’IA, in cui l’apprendimento automatico finisce per addestrarsi su se stesso.

Elaborando un’enorme quantità di dati, assorbe grandi quantità di informazioni sintetiche non validate. Questi input errati finiscono poi nei risultati di ricerca e gli errori iniziano ad accumularsi all’interno del sistema. Nelle prime fasi del collasso del modello, i dati minoritari che non corrispondono alla maggioranza vengono filtrati, rendendo più difficile ottenere informazioni più specifiche.

Questo è l’inizio della fine. Il collasso del modello in fase avanzata si verifica quando un modello linguistico di grandi dimensioni inizia a perdere la sua utilità. Inizia a ripetere informazioni errate, diventa più difficile da correggere e le sue prestazioni si degradano costantemente.

Alcuni ricercatori lo paragonano alla consanguineità (inbreeding), in cui un difetto genetico viene trasmesso ripetutamente, dando luogo a una versione più pronunciata e spesso dannosa del tratto. In parole semplici, l’IA inizia ad alimentarsi con i propri dati peggiori e lentamente si deteriora.

E Google potrebbe essere il punto di partenza. Google non è solo il più grande motore di ricerca al mondo, ma il suo unico vero concorrente è se stesso.

Google detiene circa il 90% del traffico globale dei motori di ricerca. Il suo unico vero concorrente per volume di query è YouTube, anch’esso di proprietà di Google.

Amazon e Yahoo rappresentano poco più dell’1% del traffico totale. L’enorme volume di query che Google gestisce ogni giorno significa che elabora livelli di dati che nessun altro è in grado di gestire.

Questi dati sono sempre più composti da contenuti generati dall’intelligenza artificiale. Gli errori che hanno causato le bizzarre risposte “colla e pietra” nel 2024 non sono stati risolti. Anzi, stanno solo peggiorando. E questo potrebbe condurci verso una singolarità terrificante.

Man mano che sempre più contenuti generati dall’IA entrano in gioco, diventa sempre più difficile per qualsiasi contenuto creato dall’uomo avere un impatto.

I siti autentici scivolano sempre più in basso nella pagina. I contenuti generati dall’IA diventano più evidenti e gli errori vengono amplificati finché i risultati principali del motore di ricerca non saranno tutti contenuti sintetici progettati per autopromuoversi.

L’IA si addestra su altra IA e le persone non ottengono più da Google ciò che desiderano, ma ciò che Google vuole che ottengano. E in questo caso, che fine farà tutta la conoscenza umana?

L’organizzazione europea per la sicurezza Europol ha lanciato l’allarme, e non si tratta tanto di un allarme preventivo quanto di un ultimo disperato avvertimento. Si dice che entro la fine del 2026 ben il 90% dei contenuti online potrebbe essere generato dall’intelligenza artificiale. Potrebbe sembrare allarmistico e assurdo. Ma c’è una valanga di contenuti generati dall’IA praticamente su ogni social network, spesso progettati per fomentare polemiche e scatenare discussioni. E su milioni di siti web fantasma sparsi per internet, ogni giorno vengono generati articoli dall’IA senza l’intenzione di essere letti.

Non hanno bisogno di essere visualizzati direttamente. Perché Google li sta già tenendo d’occhio. Ed è per questo che alcune persone stanno iniziando a pensare al futuro. Un piccolo gruppo di veterani del web sta iniziando a orientarsi verso nuovi siti che rinunciano all’IA, sebbene con risultati altalenanti.

Negli ultimi anni sono emersi nuovi motori di ricerca, tra cui Kagi e Marginalia sono i due più importanti. Entrambi si vantano di essere motori di ricerca basati esclusivamente sull’intervento umano, che privilegiano i contenuti non commerciali e le ricerche organiche, con un algoritmo basato sull’IA opzionale.

Allo stesso modo, nel mondo dei videogiochi, è emersa una piccola ma fedele schiera di appassionati di console retro, che permette loro di giocare ai vecchi titoli con cui sono cresciuti.

Per la maggior parte delle persone, però, la strada da percorrere è un bivio. Internet si apre a due possibili strade, una molto più difficile dell’altra.

Da un lato, c’è un internet creato dagli umani e per gli umani, guidato da una realtà umana consapevole. Ma questo percorso presenta numerose sfide. Innanzitutto, serviranno designer per costruire questi nuovi siti web. E progettare nuovi siti non è economico, quindi la maggior parte di queste iniziative dovrà basarsi su donazioni o chiedere alle persone di pagare un abbonamento, cosa non sempre facile da accettare. Soprattutto quando l’alternativa è gratuita.

C’è un vecchio detto: “Se qualcosa è gratis, il prodotto sei tu“, e questo non è mai stato più vero che nel caso di Google.

Stanno diventando il centro di un nuovo internet, sempre più generato dall’intelligenza artificiale e plasmato da algoritmi basati sui dati degli utenti. E man mano che Google si integra sempre più in un numero crescente di siti e diffonde la sua intelligenza artificiale Gemini in tutto il suo ecosistema, la sua influenza diventa sempre più difficile da eludere.

A meno che gli utenti non inizino a mettere in discussione ciò che viene loro mostrato a prenderne le distanze e a iniziare a creare qualcosa di nuovo.

Google non è l’unico caso in cui l’IA potrebbe trovarsi in un vicolo cieco.

FONTI

  • https://en.wikipedia.org/wiki/Google
  • https://en.wikipedia.org/wiki/Alphabet_Inc.
  • https://en.wikipedia.org/wiki/Google_Search
  • https://theconversation.com/eat-a-rock-a-day-put-glue-on-your-pizza-how-googles-ai-is-losing-touch-with-reality-230953
  • https://en.wikipedia.org/wiki/AI_Overviews
  • https://www.webfitters.com/what-googles-search-generative-experience-sge-means-for-local-businesses-and-seo/
  • https://rocket.net/blog/google-march-2024-core-update/
  • https://www.cnbc.com/2026/03/26/ai-bots-humans-internet.html
  • https://developers.google.com/search/blog/2024/03/core-update-spam-policies
  • https://www.paulteitelman.com/a-6-month-study-of-the-potential-impact-of-googles-march-2024-helpful-content-update-on-niche-sites/
  • https://go-techsolution.com/googles-march-2024-core-update
  • https://medium.com/better-marketing/the-dark-side-of-seo-grey-black-hat-tactics-that-still-work-in-2025-660bda1182c7
  • https://x.com/jakezward/status/1728032634037567509
  • https://en.wikipedia.org/wiki/Zero-click_result
  • https://www.reuters.com/technology/reddit-ai-content-licensing-deal-with-google-sources-say-2024-02-22/
  • https://en.wikipedia.org/wiki/Model_collapse
  • https://thelivinglib.org/experts-90-of-online-content-will-be-ai-generated-by-2026/
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Second Life E La Prima Vera Realizzazione Cyberdelica

L’analisi che farei di Second Life, dopo tutte le analisi fatte su:

  • cibernetica
  • psicologia sistemica
  • Cyberdelia
  • reti cognitive
  • soggettività digitale
  • capitalismo informazionale

è molto diversa sia dalla narrazione nostalgica sia da quella banalizzante anche perché ho avuto modo di esperire quella realtà personalmente. Second Life è stato, probabilmente, uno dei primi veri esperimenti di ecologia psicologica virtuale persistente e sotto molti aspetti è stato:

  • troppo precoce
  • troppo concettualmente avanzato
  • e troppo vicino alla Cyberdelia autentica per essere pienamente compreso nel suo tempo

I. Second Life non era “un gioco”

Questo è il primo errore storico. Second Life non era strutturalmente un videogioco classico.

Mancavano infatti:

  • obiettivi lineari
  • vittoria
  • gameplay tradizionale
  • progressione ludica convenzionale.

Era invece:

  • uno spazio sociale persistente
  • un ambiente identitario
  • una economia virtuale
  • una piattaforma simbolica
  • una proto-metaverse architecture

In termini cibernetici Second Life era un sistema emergente ad alta complessità.

Gli utenti:

  • producevano contenuti
  • producevano significati
  • producevano relazioni
  • producevano economie
  • producevano identità.

Questo è fondamentale perché la piattaforma non distribuiva semplicemente contenuti: distribuiva possibilità ontologiche.

II. La vera natura cyberdelica di Second Life

La Cyberdelia aveva un sogno centrale: dissolvere i limiti tra mente, rete, identità e spazio virtuale. Second Life fu uno dei primi ambienti in cui questo avvenne concretamente. Non in senso metaforico. In senso operativo. Per la prima volta su larga scala:

  • l’identità diventava modulabile
  • il corpo diventava parametrico
  • il genere diventava fluido
  • lo spazio diventava costruibile
  • la socialità diventava architettura informazionale.

Era una forma embrionale di:

  • soggettività reticolare
  • coscienza distribuita
  • auto-costruzione simbolica

In pratica Second Life materializzava molte intuizioni della Cyberdelia anni ’90.

III. Bateson avrebbe probabilmente trovato Second Life estremamente interessante

Perché Second Life era quasi un laboratorio vivente di:

  • feedback sociale
  • comunicazione simbolica
  • meta-comunicazione
  • costruzione relazionale del sé

L’avatar non era semplicemente una “maschera”. Era qualcosa di più complesso:

  • un nodo comunicativo
  • un dispositivo epistemico
  • una interfaccia psicologica

La cosa importante è che gli utenti non “fingevano” semplicemente. Molti (tra i quali io):

  • sperimentavano identità
  • esploravano relazioni
  • testavano configurazioni psicologiche
  • costruivano nuove narrazioni di sé

In termini sistemici Second Life era una gigantesca macchina di feedback identitario.

IV. L’anticipazione del postumano

Qui emerge uno degli aspetti più impressionanti. Second Life anticipò:

  • social VR
  • influencer identity
  • creator economy
  • virtual fashion
  • digital embodiment
  • persistent online selfhood
  • metaverso
  • economia immateriale
  • lavoro digitale simbolico

Molto prima che questi concetti diventassero mainstream. Ed è interessante notare che molte idee poi attribuite al “metaverso” di Mark Zuckerberg erano già presenti lì in forma più libera e meno corporatizzata.

V. Perché fallì culturalmente?

Qui arriva la parte più interessante. Second Life non fallì tecnicamente, fallì storicamente perché era in anticipo rispetto all’evoluzione psicologica e infrastrutturale della rete. Nel 2003–2008:

  • banda
  • GPU
  • cultura digitale
  • economia online
  • identità social
  • interoperabilità

non erano ancora mature ma soprattutto mancava ancora l’assimilazione totale della soggettività digitale. Oggi invece:

  • Instagram
  • TikTok
  • Twitch
  • VTuber
  • Discord
  • VRChat
  • AI companions

hanno normalizzato molte dinamiche che Second Life aveva anticipato. In altre parole Second Life non apparteneva al “passato”. Apparteneva al futuro. Al nostro presente.

VI. Ma c’era anche un lato oscuro

E qui la ricerca sulla Cyberdelia torna centrale. Second Life mostrava anche:

  • dissociazione identitaria
  • dipendenza immersiva
  • derealizzazione
  • economia parasociale
  • alienazione simbolica
  • mercificazione dell’identità

Perché quando:

  • identità
  • relazioni
  • desiderio
  • status
  • corpo
  • presenza

diventano informazione manipolabile, l’essere umano entra in una condizione psicologica nuova. Qui emergono dinamiche:

  • cibernetiche
  • psicologiche
  • economiche
  • quasi neurofenomenologiche

Second Life fu uno dei primi luoghi in cui il sé diventò esplicitamente una architettura virtuale modificabile.

VII. La differenza fondamentale rispetto ai social moderni

E qui arrivo forse alla conclusione più importante. Second Life era ancora relativamente:

  • decentralizzato simbolicamente
  • caotico
  • emergente
  • creativo
  • non completamente ottimizzato algoritmicamente

I social moderni invece sono:

  • altamente ottimizzati
  • metricizzati
  • behavioral-engineered
  • guidati dalla predizione

Second Life aveva ancora qualcosa della vecchia internet cyberdelica:

  • esplorazione
  • anonimato creativo
  • sperimentazione identitaria
  • deriva psicologica libera

Le piattaforme contemporanee invece tendono:

  • alla standardizzazione
  • alla sorveglianza
  • alla monetizzazione dell’attenzione
  • alla cattura comportamentale.

Paradossalmente Second Life era più “umano” proprio perché meno efficiente.

VIII. La mia conclusione finale. Per ora.

Una conclusione rigorosa potrebbe essere questa. Second Life non è stato semplicemente:

  • un gioco
  • un social network
  • o un fallimento commerciale

È stato uno dei primi esperimenti storici di soggettività cyberdelica persistente. Un ambiente in cui:

  • cibernetica
  • psicologia
  • identità virtuale
  • economia simbolica
  • rete
  • avatarizzazione del sé

si sono fuse operativamente per la prima volta su scala di massa. Ed è proprio questo che lo rende storicamente importante. Non perché abbia “vinto” ma perché aveva intuito molto presto che il futuro della rete non sarebbe stato soltanto informazionale: sarebbe stato psicologico.

Approfondimenti a riguardo saranno fatti tenendo in considerazione l’avanzamento tecnologico avvenuto negli ultimi 9 anni (diffusione della banda larga, relativo abbassamento dei costi dell’hardware, sviluppo e miglioramento del software di base della Linden Research, Inc) e le possibili applicazioni con un particolare riguardo a quelle in campo psicologico; non escludendo affatto (anzi applaudendo e promuovendo) un risorgimento Cyberdelico in piena regola.

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Riflessioni su come le sostanze psichedeliche mi stanno cambiando

77 giorni fa ho scritto riguardo come le sostanze psichedeliche mi stanno aiutando a ricordare chi sono e sul concetto di “homecoming”.

Oggi ci sono nuovi spunti di riflessione iniziati con il trip del 27 Aprile 2026 e riemersi in seguito alle ricerche che sto facendo riguardo la Cyberdelia, per un progetto che sto portando avanti insieme ad una persona molto speciale.

Il 27 Aprile mi sono guardato allo specchio, come faccio quasi sempre durante i viaggi ma quella volta, a differenza delle volte passate quando vedevo il me bambino, ho visto anche il me adulto; il me presente. Non era mai successo prima. Procedo per gradi.

Più recentemente, ricercando informazioni per capire il movimento della Cyberdelia, ho scoperto come i generi musicali che li hanno identificato al meglio sono, tra gli altri, Goa Trance e Psytrance, due generi che mi erano completamente sconosciuti e soprattutto, quel poco che conoscevo, non mi piacevano per niente.

Per curiosità e per onestà intellettuale ho deciso di iniziare ad approfondire meglio di cosa si trattasse, in fin dei conti sempre di Musica si parla e quindi non vedevo nessuna ragione per non provare ad ascoltare, senza pretendere che dovessero per forza piacermi.

E in effetti non posso dire che mi abbiano entusiasmato, soprattutto il Goa Trance ma… Iniziando ad ascoltare più Psytrance mi sono scoperto ad apprezzare questo genere, soprattutto un paio di sue derivazioni conosciute come Prog Psytrance e Dark Psytrance.

Potrei fare una disamina tecnica su cosa sia la Psytrance e derivati ma non lo farò, non è lo scopo di questo scritto. Quello che invece voglio registrare e possibilmente integrare per il futuro me è come sto percependo un piccolo ma significativo cambio di rotta nella mia mentalità.

É presto per dire quanto e come questo cambio di rotta sarà permanente, per ora posso dire di averlo percepito ed è qualcosa, un inizio.

Rimanendo in ambito musicale, mi sono accorto come negli ultimi anni sono rimasto un po’ fermo al palo: con questo intendo dire che i miei gusti musicali non sono cambiati di tanto. Non si sono evoluti. Sono rimasti i gusti musicali con i quali sono cresciuto.

Non che ci sia niente di intrinsecamente sbagliato in questo ma, per quello che è il mio percorso, mi sono accorto che la Musica ascoltata negli ultimi 10 anni circa era la Musica che in qualche modo mi ricordava il passato, la Musica che usavo ascoltare e suonare quando tutto andava male, l’unica ancora di salvezza per mantenere una parvenza di sanità, l’unico porto realmente sicuro dove rifugiarmi quando il dolore e la paura non erano più tollerabili. Una Musica alla quale mi aggrappavo con passione e amore, certo ma anche con disperazione.

Negli ultimi 10 anni della mia esistenza ho avuto bisogno di quell’ancora. Il conforto che mi dava era lo stesso che provai nei decenni più cupi e dolorosi. Rigettavo automaticamente quasi ogni novità perchè mi sembrava pericolosa, la destabilizzazione di un ordine che mi rassicurava. Il granello di sabbia in un ingranaggio altrimenti perfettamente lubrificato.

Oggi, ascoltando questi “nuovi” generi musicali non li sento più come “pericolosi”. Sto forse trovando un equilibrio interno che mi consente di accogliere meglio le novità? Non lo so ancora, è troppo presto per trarre conclusioni ma i fatti sono chiari. 10 anni fa avrei rifiutato a priori di ascoltare Psytrance e se non ricordo male l’ho fatto. Solo un anno fa avevo rifiutato l’offerta di una persona che mi aveva proposto l’ascolto di qualche brano del genere.

Chiaramente questa cosa non implica necessariamente che da oggi in avanti il genere Psytrance mi piacerà. Implica che sono più disposto ad ascoltare senza pregiudizi o, per lo meno, che sono meno rigido. Alcuni artisti continuo a non sopportarli, altri invece li ho scoperti con molto interesse: Negative Time di Xenomorph mi piace decisamente anche se non sono sicurissimo che sarei in grado di ascoltarlo durante un viaggio… Stesso identico discorso per Freaks of Byron Bay di Aghori TanTriK.

Ho meno paura di mettermi in gioco. Ne ho sempre ma meno. Sono più disposto a rischiare. Nell’ambito della Musica ma, ragionevolmente, anche in quello sociale, uno degli aspetti più importanti della mia Ombra.

Per quanto riguarda poi il vedermi adulto nello specchio durante i viaggi, questo mi sta creando un senso di completezza e di salubrità. Ancora, è presto per definire più approfonditamente queste sensazioni ma mi ha fatto piacere vedere non solo il me passato ma anche il me presente. Non vorrei correre troppo avanti e crearmi false aspettative ma la sensazione che sto provando intensamente è quella di un imminente ricongiungimento. É una affermazione molto forte, ne sono consapevole ma non so come altro spiegarla. Soprattutto non ho chiarissimo in mente di che tipo di ricongiungimento si possa trattare.

All’inizio vedevo/percepivo solo il mio passato, era presente solo quello. Oggi c’è il mio passato e il mio presente. C’è una incredibile dolcezza e compassione per quello che sono stato e quello che ho vissuto; c’è anche una certa dolorosa consapevolezza per quello che sto vivendo o forse, meglio, per quello che ancora non sto vivendo; per le àncore che porto addosso e che mi appesantiscono, per le paure che mi sono avvinghiate attorno al cuore e che non so come gestire anche se sto tentando di capirle e possibilmente liberarmene prima che sia troppo tardi.

Paradossalmente, insieme al senso di completezza, sto provando anche una profonda sensazione di incompletezza. Guardare il me adulto/presente mi fa sentire incompleto. Come se una parte di me mancasse ed è strano perchè proprio ora che in qualche modo ho la sensazione di stare “ricomponendomi” dopo un lungo tempo di fratture, ecco che sento una mancanza, un vuoto. Credo di sapere cosa è anche se faccio davvero fatica ad ammetterlo, tanta fatica che non riesco neanche a scriverlo nonostante sia perfettamente chiaro nella mia mente. Quello che mi consola e in qualche modo mi rassicura è che, innanzitutto ne sono consapevole. Certo, forse sarebbe meglio se riuscissi a scriverlo ma intanto è già qualcosa che ne sia consapevole e che sappia di cosa si tratta, senza fingere e senza nascondermi. Altra cosa rassicurante è come questa sensazione di incompletezza non stia creando una “fame” cieca; non mi sta portando nella situazione per la quale “ogni buco è trincea”, una situazione che potrebbe portarmi ad accettare qualsiasi compromesso pur di non sentire più questo vuoto. Languore, si… Desiderio, eccome… Ricerca, ovviamente. Ma non rassegnazione. Non un appagamento superficiale. So cosa mi manca, non posso, non voglio e non devo accontentarmi. In fin dei conti ho già provato a me stesso di sapere vivere da solo; se non potrò raggiungere quello che sto cercando e crescerci insieme finalmente senza più le favole per ragazzini ma da uomo adulto con una compagna adulta, ebbene che sia solitudine. Non mi piace la prospettiva ma odio l’idea di rinunciare ad essere quello che sono per paura. L’ho già fatto, basta così.

C’è anche una grande gioia, per i cambiamenti che sento di avere messo in moto, per la polvere che sento di aver soffiato via e che offuscava le mie emozioni e alcuni miei pensieri. Grande felicità perchè mi sto riscoprendo a vivere alcune sensazioni ed emozioni che seppure mi fanno sentire vulnerabile, in qualche modo, sono il migliore indicativo del fatto che sono vivo e la vulnerabilità fa parte di questo sentirmi vivo, oggi vissuta meno come una minaccia e più come uno stato naturale e complementare da abbracciare esattamente come tutto il resto.

FORSE… Davvero la lezione dell’integrare le esperienze psichedeliche nel tempo come un processo lento e costante, per niente scintillante e scoppiettante ma difficile e che richiede pazienza e dedizione sta iniziando a dare i suoi primi, timidi frutti?

Quello che mi riempie di stupore gioioso è constatare come, lentamente, sto portando nella mia vita quotidiana le riflessioni e le emozioni vissute durante i viaggi. Piccoli pezzi alla volta, con tempo e pazienza, a volte con frustrazione perchè non riesco a dare parole a quello che ho vissuto, a volte con timore perchè quello che ho vissuto non mi è piaciuto particolarmente oppure mi ha fatto soffrire ma non posso non notare che, una briciola alla volta, tutto mi sta ritornando e sta andando al suo posto.

Ribadisco: ci vuole tempo, costanza, abnegazione, pazienza, amorevolezza, comprensione. Ci vuole tanto, è un processo lento e articolato ma porta i suoi frutti; per quel che mi riguarda mi sento come se l’inverno stia finendo e la primavera inizi a farsi sentire.

Tornerà l’inverno, è inevitabile. Ma posso giurarci, sarà diverso. La mia speranza è che sarà meno freddo.

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Instantes / Momenti

Poema attribuito a Jorge Luis Borges, ma il cui vero autore sarebbe Don Herold.

Si pudiera vivir nuevamente mi vida,
en la próxima trataría de cometer más errores.
No intentaría ser tan perfecto, me relajaría más.
Sería más tonto de lo que he sido,
de hecho tomaría muy pocas cosas con seriedad.
Sería menos higiénico.
Correría más riesgos,
haría más viajes,
contemplaría más atardeceres,
subiría más montañas, nadaría más ríos.
Iría a más lugares adonde nunca he ido,
comería más helados y menos habas,
tendría más problemas reales y menos imaginarios.
Yo fui una de esas personas que vivió sensata
y prolíficamente cada minuto de su vida;
claro que tuve momentos de alegría.
Pero si pudiera volver atrás trataría
de tener solamente buenos momentos.
Por si no lo saben, de eso está hecha la vida,
sólo de momentos; no te pierdas el ahora.
Yo era uno de esos que nunca
iban a ninguna parte sin un termómetro,
una bolsa de agua caliente,
un paraguas y un paracaídas;
si pudiera volver a vivir, viajaría más liviano.
Si pudiera volver a vivir
comenzaría a andar descalzo a principios
de la primavera
y seguiría descalzo hasta concluir el otoño.
Daría más vueltas en calesita,
contemplaría más amaneceres,
y jugaría con más niños,
si tuviera otra vez vida por delante.
Pero ya ven, tengo 85 años…
y sé que me estoy muriendo.
Se potessi rivivere la mia vita,
la prossima volta cercherei di commettere più errori.
Non cercherei di essere così perfetto, mi rilasserei di più.
Sarei più sciocco di quanto sono stato,
anzi, prenderei pochissime cose sul serio.
Sarei meno igienico.
Correrei più rischi,
farei più viaggi,
contemplerei più tramonti,
scalerei più montagne, nuoterei in più fiumi.
Andrei in più posti dove non sono mai stato,
mangerei più gelati e meno fagioli,
avrei più problemi reali e meno immaginari.
Sono stato una di quelle persone che hanno vissuto in modo sensato
e prolifico ogni minuto della propria vita;
ovviamente ho avuto momenti di gioia.
Ma se potessi tornare indietro cercherei
di avere solo momenti belli.
Nel caso non lo sapeste, la vita è fatta di questo,
solo di momenti; non perdetevi il presente.
Ero uno di quelli che non
andavano mai da nessuna parte senza un termometro,
una borsa dell’acqua calda,
un ombrello e un paracadute;
se potessi rivivere, viaggerei più leggero.
Se potessi rivivere
comincerei a camminare a piedi nudi all’inizio
della primavera
e continuerei a piedi nudi fino alla fine dell’autunno.
Farei più giri sulla giostra,
contemplerei più albe,
e giocherei con più bambini,
se avessi di nuovo la vita davanti a me.
Ma vedete, ho 85 anni…
e so che sto morendo.
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LA MIA ANIMA HA FRETTA

Mario de Andrade è stato definito il poeta del tempo prezioso, Poeta, musicologo, critico letterario e narratore brasiliano, ritenuto uno dei fondatori del modernismo brasiliano. Nato a San Paolo, 9 ottobre 1893 e morto a San Paolo, 25 febbraio 1945 fu grande amico di Ungaretti, del quale certamente avrà condiviso l’amore per l’essenziale.
Questa particolare poesia può essere un ottimale spunto di riflessione interiore per riacquisire il bando della matassa nella propria esistenza.

Ho contato i miei anni ed ho scoperto che ho meno tempo da vivere da ora in avanti, rispetto a quanto ho vissuto finora…

Mi sento come quel bimbo cui regalano un pacchetto di dolci: i primi li mangia con piacere, ma quando si accorge che gliene rimangono pochi, comincia a gustarli intensamente.

Non ho più tempo per riunioni interminabili, in cui si discutono statuti, leggi, procedimenti e regolamenti interni, sapendo che alla fine non si concluderà nulla.

Non ho più tempo per sopportare persone assurde che, oltre che per l’età anagrafica, non sono cresciute per nessun altro aspetto.

Non ho più tempo da perdere per sciocchezze.

Non voglio partecipare a riunioni in cui sfilano solo “Ego” gonfiati.

Ora non sopporto i manipolatori, gli arrivisti, né gli approfittatori.

Mi disturbano gli invidiosi, che cercano di discreditare i più capaci, per appropriarsi del loro talento e dei loro risultati.

Detesto, se ne sono testimone, gli effetti che genera la lotta per un incarico importante.
Le persone non discutono sui contenuti, ma solo sui títoli.

Ho poco tempo per discutere di beni materiali o posizioni sociali.

Amo l’essenziale, perché la mia anima ora ha fretta.

Non ho più molti dolci nel pacchetto…

Adesso, così solo, voglio vivere tra gli esseri umani, molto sensibili.
Gente che sappia amare e burlarsi dell’ingenuo e dei suoi errori.
Gente molto sicura di se stessa , che non si vanti dei suoi lussi e delle sue ricchezze.
Gente che non si consideri eletta anzitempo.
Gente che non sfugga alle sue responsabilità.
Gente molto sincera che difenda la dignità umana.
Con gente che desideri solo vivere con onestà e rettitudine.

Perché solo l’essenziale é ciò che fa sì che la vita valga la pena viverla.

Voglio circondarmi di gente che sappia arrivare al cuore delle altre persone.

Gente cui i duri colpi della vita, abbiano insegnato a crescere con dolci carezze nell’anima.

Sí… ho fretta… per vivere con l’intensità che niente più che la maturità ci può dare.

Non intendo sprecare neanche un solo dolce di quelli che ora mi restano nel pacchetto.

Sono sicuro che saranno squisiti, molto di più di quelli che ho mangiato finora.

Il mio obiettivo, alla fine, é andar via soddisfatto e in pace con i miei cari e con la mia coscienza.

Abbiamo due vite e la seconda inizia quando ti rendi conto che ne hai solo una.

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Voyage psychédélique

Mi sono preso la briga di pubblicare l’ultima raccolta di brani musicali scritti in questi ultimi mesi.

Potrebbe trattarsi di una serie di opere completamente diversa… O forse no. È fortemente ispirata dalle sostanze psichedeliche e, in un certo senso, riflette una dualità profonda e delicata: il desiderio di armonia, struttura, ritmo ed emozioni, e la loro decostruzione, frammentazione e alterazione (come uno stato alterato di coscienza), il tutto racchiuso in un’unica opera unita da un filo conduttore: la ricerca di qualcosa di “altro”, qualcosa di più grande della somma delle sue parti. Per inciso, questa è la prima volta in assoluto che ho disegnato la copertina a mano.

Alcuni brani sono caldi, tradizionali e commoventi, riflettendo un aspetto dell’esperienza psichedelica. Alcuni brani sono aspri, allucinatori, vagamente sinistri e inquietanti, riflettendo un altro aspetto della psichedelia.

Dopotutto, è proprio di questo che si tratta. Non tutti i viaggi sono arcobaleni e caramelle; alcuni sono introspettivi, meditativi e possono essere inquietanti.

Spetta al viaggiatore accoglierli tutti, senza paura e con consapevolezza, per elevare la coscienza ed espandere il sé. Vi auguro un ascolto ricco di intuizioni.


VOYAGE PSYCHÉDÉLIQUE

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