Una Estate Di Merda…

Non poteva che finire di merda (e spero che sia finita qui perchè I see the bad moon risin’ I see trouble on the way, I see earthquakes and lightnin’ I see bad times today)…

Addio Tim Curry, Addio Dollly Parton.

Il mondo è un po’ più buio, triste e stonato senza di voi.

On the day I went away (Goodbye)
Was all I had to say (Now I)
I want to come again and stay (Oh my, my)
Smile, and that will mean I may

‘Cause I’ve seen, oh, blue skies
Through the tears in my eyes
And I realise
I’m going home (I’m going home)

Everywhere it’s been the same (Feeling)
Like I’m outside in the rain (Wheeling)
Free, to try and find a game (Dealing)
Cards for sorrow, cards for pain

‘Cause I’ve seen, oh, blue skies
Through the tears in my eyes
And I realise
I’m going home (I’m going home)

I’m going home

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Aggiornamento: La Mia Salute Fa Sconcerto?

Dopo il collasso dell’8 Agosto, ho avuto la fortuna di incastrare tre giorni di esami serrati.

Che sono serviti a buttarmi in uno stato di fortissima agitazione: mi sono state diagnosticate una discreta leucocitosi neutrofila e rabdomiolisi.

E ‘sti cazzi non ce lo vogliamo mettere?

Il 7 Settembre ci sarà la visita dall’oncologo, tanto per stare tranquilli.

Non c’è che dire, questa estate mi ha tassato più di quanto avrei mai potuto temere ed è il caso che compri quel cazzo di condizionatore.

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Alla Fine Il Collasso É Arrivato

Come da titolo.

Sabato 8 Agosto avrei dovuto partecipare alla Serata Fanta ma c’è stato un “ma”.

Verso le 16, non so bene l’orario preciso, sono letteralmente collassato.

Non avevo assunto alcuna sostanza, giusto per amore di precisione. Ero sdraiato sul letto a leggere un articolo quando mi si sono chiusi gli occhi.

Ho avvertito una vertigine piuttosto intensa e il mondo si è spento esattamente così come si spegne un interruttore: un “click” mentale e tutto è diventato buio. Credo di essere svenuto.

Mi sono riavuto la notte ma stavo malissimo, non riuscivo a ragionare coerentemente e quando ho tentato di mettermi in piedi non ci sono riuscito, per molto tempo.

É stato quando il sole ha iniziato a filtrare dalla finestra che finalmente sono riuscito a stare in piedi, piuttosto malfermo e a recarmi in cucina per attaccarmi al rubinetto e bere fino a riempirmi lo stomaco. Acqua a temperatura ambiente, temevo che se avessi bevuto l’acqua dal frigorifero sarei stato peggio.

Ho provato a dare un morso ad una mela ma mi è venuto un attacco di nausea molto forte.

Ho deciso di andare sotto la doccia per abbassare la temperatura del mio corpo, mi sentivo in effetti rovente; la vista era come filtrata da un gel giallo e questo l’ho riconosciuto come un segnale di ipertermia (mi è già capitato qualche settimana fa ma senza il malessere e la perdita di coscenza).

Sotto la doccia le cose sono migliorate ma facevo comunque fatica a stare in piedi e a ragionare, mi sono sciaquato, messo davanti il ventilatore industriale e raffreddato. Forse mi sono raffreddato troppo velocemente perchè un mal di testa lancinante mi ha stretto il cervello in una morsa feroce che non mi ha lasciato per due giorni e mi ha costretto al buio e al silenzio.

Oggi non sto particolarmente meglio ma ho deciso di registrare questo evento per futuro riferimento.

Il medico, consultato, mi ha chiaramente detto che fintanto le temperature rimarranno sopra i 30° viste le mie attuali condizioni di salute, non è il caso che esca di casa e se proprio devo è fondamentale che esca solo la mattina e che rimanga in spazi dove c’è aria condizionata. Ovviamente dovrei bere acqua in quantità e mangiare frutta e verdura come se non ci fosse un domani, più qualche integratore.

AGGIORNAMENTO 11 AGOSTO 2026

Insieme al medico di base abbiamo identificato i seguenti sintomi, tra sabato 8 e lunedì 10 Agosto. Sintomi che a sua detta sono importanti, devono essere accuratamente monitorati e soprattutto non devono ripetersi. Cazzo se è brutto invecchiare….

  • Confusione acuta e disorientamento (non sapevo dove mi trovavo, che giorno fosse, cosa stava succedendo)
  • Agitazione o estrema irrequietezza
  • Allucinazioni (la vista “filtrata di giallo”)
  • Estrema stanchezza e confusione mentale (che ho ancora oggi)
  • Disturbi del sonno (insonnia o sonno frammentato) e incubi dei quali soffro ancora oggi
  • Ansia legata al calore o allo sforzo fisico
  • Cambiamenti dell’umore come irritabilità o malumore
  • Sintomi simili a quelli di un trauma (sensazione di sconvolgimento, nervosismo, ricordi intrusivi)

Quindi, finchè la temperatura non scenderà sotto una soglia per me tollerabile, devo stare al fresco, evitare attività all’aperto soprattutto il pomeriggio o la sera e nutrirmi adeguatamente. Alcol e sigarette vietate categoricamente.

Non che abbia particolarmente voglia di bere o fumare ma diciamo che ogni tanto, un po’ di vegetali secchi da aspirare mi farebbero piacere.

E vabè.

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Una Notte Fanta! 08 Agosto 2026

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730 Giorni Fa

Dove tutto iniziò, 730 giorni fa.

Curiosità, forse un accenno di voglia di trasgressione, più probabilmente una grande stanchezza nei confronti di condizionamenti ancestrali.

Non riesco ancora a credere che sono passati solo 730 giorni da allora.

Non me ne sono mai pentito.

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Hai Paura

Te la leggo in faccia.

La paura cola dai tuoi occhi come pus da una ferita suppurata.

La tua Ombra ti manovra come una marionetta scomposta.
E tu non ne sei minimamente consapevole.

Hai paura e non sai perchè.
Hai paura e non sai di averla.

La percepisci, però, come il malessere che sta crescendo dentro di te.
Come un cancro, come una muffa, come un graygoo mentale.

La respiri, come il miasma che emana dalla tua stessa pelle.
Come l’arsina, come il tioacetone, come la disperazione.

La guardi senza vederla, ogni mattina nello specchio che restituisce la tua immagine.
Immagine sempre più distorta, sempre meno familiare, sempre più distante da te.

La vedo, la tua paura.
Scarafaggi che strisciano sotto la tua pelle grigia, diafana e sottile.

La sento, la tua paura.
Tamburi tribali che battono una aritmia di narcisismo e promesse non mantenute.

Ti riconosco, povera cosa.

Impotente, fragile, inarticolata.
Assetata e incapace di bere, affamata e incapace di nutrirsi.

Ferita e incapace di curarti.

Così bisognosa di amore e incapace di amare.

Ti riconosco, povera cosa.

Forse, una pietosa eutanasia ti sarebbe idonea
Ma la tua paura ti terrà in vita fino a che non avrà rosicchiato ogni tua vitalità,
Ogni tuo vero desiderio, ogni tua vera speranza, ogni tuo possibile futuro;

La tua paura ti terrà in vita fino a che non avrà rosicchiato il tuo passato
Dalle tue ossa, così come un verme spoglia le ossa di balena sul fondo dell’oceano,

Fino a che non rimane nulla se non feci, freddo e buio.

Feci. Freddo. Buio.

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Song Of The Mallard And The Peacock – Set To Music

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Song Of The Mallard And The Peacock

In this big deep blue sky
A mallard was gathering
Rye and sage
To weave dreams
To console his rage.

The rye was sweet
And the sage was wild
And his feathers grew stronger
His colors began to shine.

A peacock flew by
So shimmering and nice
The mallard gazed in awe
Do peacocks even fly?

Yes, was her answer
With me you should fly
I like what you have done
I can show you even bigger harvests
And more colorful skies.

I can show you words and ways
I can make you rest and sway
I can help you weave your dreams
I have knowledge, I have means.

So in this big deep blue brand new sky
The mallard and the peacock flew away
And for a little, little, little while
Rye tasted better
The sage, ecstatic.

Books were read
Sublime notes were heeded
Profound words were uttered.

But the mallard forgot
Or perhaps he decided to forget
Or perhaps he decided to lose himself in her beautiful, beautiful iridescent plumage.

Peacocks are not meant for long or high flights
They are so scared of distances and heights.

“Come on! Wind’s on our back!
The light is pure gold!
Now! With all our might!
Now! Let’s take flight!”

So said the mallard but the peacock stood still
Her wings retracted
A furious stare in her oh so deep sky blue eyes
The mallard began to worry, he lend her his wing.

But a knife dropped on his wrist.

No more profound words.
Just a poisonous hiss.

No more sublime notes.
Just confused, meaningless cacophonies.

No more books to share.
Just cocky grins of despair.

Burnt and crashed.

Burnt and crashed.

Burnt and crashed.

All the shimmers.

Burnt and crashed.

All the nice.

Burnt and crashed.

Burnt and crashed.

But the sky is still big, deep blue.
And the rye, it continues to grow lushly.
And the sage, it keeps being wild and wondrous.

The mallard grew wiser.
Just a little bit sadder.

He looked at her, that ill tempered peacock who had taught him words and ways
Rest and sway.
Books and notes.
Words and skies.

But was unable to really fly.

I kiss thy goodbye, my sorrowful peacock.
I kiss thy goodbye
For I don’t want to
Crash and burn with you.

In this big deep blue sky
A mallard is still gathering
Rye and Sage.
To weave dreams.
To console his rage.

He just shed a little, tiny tear
That now hang suspended
In this big deep blue sky
Like a star for sorrow.

Crash and burn
Crash and burn
For I don’t want to
Crash and burn
Because of you.


In questo grande cielo blu intenso
Un germano reale raccoglieva
Segale e salvia
Per tessere sogni
E placare la sua rabbia.

La segale era dolce
E la salvia era selvaggia
E le sue piume si fecero più forti
I suoi colori cominciarono a splendere di nuovo.

Una pavona volò lì vicino,
così scintillante e bella
che il germano reale la guardò con stupore:
«Ma i pavoni volano davvero?»

«Sì», fu la sua risposta,
«dovresti volare con me.
Mi piace ciò che hai fatto,
posso mostrarti raccolti ancora più abbondanti
e cieli ancora più colorati.
Posso mostrarti parole e vie,
posso farti riposare e ondeggiare,
posso aiutarti a tessere i tuoi sogni,
ho la conoscenza, ho i mezzi».

Così, in questo grande cielo blu intenso e nuovo di zecca,
il germano reale e la pavona volarono via
E per un po’, un po’, un po’ di tempo
la segale aveva un sapore migliore,
la salvia, estatica.

Si leggevano libri,
si prestava attenzione a note sublimi,
si pronunciavano parole profonde.

Ma il germano reale dimenticò,
o forse decise di dimenticare,
o forse decise di perdersi nel suo bellissimo, bellissimo piumaggio iridescente.

I pavoni non sono fatti per voli lunghi o alti
Hanno tanta paura delle distanze e delle altezze.

«Forza! Il vento ci spinge alle spalle!
La luce è oro puro!
Adesso! Con tutte le nostre forze!
Adesso! Spicchiamo il volo!»
Così disse il germano reale, ma la pavona rimase immobile
Con le ali ritratte.

Uno sguardo furioso nei suoi occhi così profondamente blu come il cielo
Il germano reale cominciò a preoccuparsi, le prestò la sua ala.

Ma un coltello gli cadde sul polso.

Niente più parole profonde.
Solo un sibilo velenoso.

Niente più note sublimi.
Solo cacofonie confuse e prive di senso.

Niente più libri da condividere.
Solo sorrisi spavaldi di disperazione.

Bruciati e distrutti.
Bruciati e distrutti.
Bruciati e distrutti.

Tutta i luccichii.
Bruciati e distrutti.

Tutta la bellezza.
Bruciata e distrutta.
Bruciata e distrutta.

Ma il cielo è ancora vasto, di un blu intenso.
E la segale continua a crescere rigogliosa.
E la salvia continua a essere selvaggia e meravigliosa.

Il germano reale è diventato più saggio.
Solo un po’ più triste.

La guardò, quella pavona irascibile che gli aveva insegnato parole e modi
Il riposo e l’ondeggiare.
Libri e note.
Parole e cieli.
Ma che non era in grado di volare davvero.

Ti do un bacio d’addio, mia pavona afflitta.
Ti do un bacio d’addio
Perché non voglio
Schiantarmi e bruciare con te.

In questo grande cielo blu intenso
Un germano reale sta ancora raccogliendo
Segale e salvia.
Per tessere sogni.
Per placare la sua rabbia.

Ha appena versato una piccola, minuscola lacrima
Che ora rimane sospesa
In questo grande cielo blu intenso
Come una stella del dolore.

Schiantarmi e bruciare
Schiantarmi e bruciare

Perché non voglio
Schiantarmi e bruciare

A causa tua.

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Voyage Psychédélique 2

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Il Giorno Nel Quale Qualcosa Si É Spezzato

E fu così, in un giorno qualunque, in sordina, che perdemmo definitivamente ogni dignità, ogni pudore, ogni vergogna.

Perchè dietro quella azienda c’è sicuramente un ufficio stampa che ha pensato, approvato e fatto realizzare quel cartellone pubblicitario.

Non è stato un caso. É stata una scelta.

Non sono cristiano cattolico, au contraire, ma la crudele, spietata parodia di quell’insegnamento (che poi è un insegnamento di buon senso e antropologico) mi fa star male e mi fa infuriare fino al midollo.

Se la logica è “parlatene bene, parlatene male basta che ne parliate” allora hanno avuto successo; prego, una standing ovation per i geni del marketing.

Non riesco però a non pensare che qualcosa si è perso definitivamente. Non riesco a non pensare che si è varcata una soglia che forse non si doveva varcare.

Qualcosa si sta sbriciolando.

Ma si… Forse ha ragione una certa persona. Forse sono io che me la prendo troppo, che mi infiammo per problemi che forse non esistono. Forse sono io che divento troppo “hot and flustered” (cit.) di fronte a cose che non meritano tutta questa mia attenzione.

Ma ho il cazzo di diritto di sentirmi come mi sento, di essere quello che sono, di provare quello che provo.

In questo momento provo una rabbia che mi strangola la gola.

Come ho scritto a quella certa persona…

Il denaro è un male “necessario” che abbiamo accettato di usare perché le alternative sono dure e noi siamo pigri.

Me compreso.

Ma il denaro è solo uno strumento, nient’altro. Uno strumento che uso per migliorare la mia vita, ma pur sempre un maledetto strumento. Come una lima o un cacciavite.

Non amo i miei strumenti. Me ne prendo cura, ma che cazzo!

L’AMORE è per qualcosa di completamente diverso.

O per qualcuno.

E il messaggio in sé è semplicemente sbagliato per chiunque. Moralmente sbagliato fino al midollo.

Amare uno strumento come te stesso?

Se è uno scherzo, non mi fa ridere.

Questo è il capitalismo per eccellenza sbattuto in faccia senza alcuna vergogna o ritegno.

Quindi sì… Forse sono io quello che prende queste cose troppo sul serio e si “scalda e si agita” troppo (forse, ma non credo), ma non riesco proprio a sopportare queste oscenità…

 

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