Siamo d’accordo, al popolo bisogna spiegare la Scienza in termini semplici, ma questi ultimi non devono essere “facili”.
La Scienza è “semplice”, non “facile”.
Di conseguenza, è obbligatorio mantenere un certo livello formale, facendo così comprendere anche che i fisici non sono (solo) filosofi.
L’effetto collaterale di certi atteggiamenti è che la curiosità del profano si declina in un controproduttivo ragionamento fantasioso circa le teorie scientifiche che, non avendo capito come si sviluppa il pensiero scientifico, portano solo al nulla. La gente interessata merita spiegazioni semplici, ma complete; la Scienza non è uno show.
Se i divulgatori scientifici andassero al di là dei “comuni discorsetti che farciscono certi spettacoli cicaleggianti” credo che gran parte della platea non li capirebbero. Per questo il divulgatore cerca di spiegare cose difficili a chi non ha troppe nozioni della materia.
Mi piace la distinzione facile-semplice.
Facile è quanto è immediatamente disponibile;
Semplice è quanto non ulteriormente scomposto nei limiti del discorso.
Semplice è un vettore, facile la freccia;
Semplice è l’interazione, facile la forza;
Semplice è il concetto, facile la metafora.
Rovelli, ad esempio, non è un divulgatore che con fatica cerca di portare un inesperto alla comprensione di un certo concetto e dei suoi correlati epistemici. Piuttosto, è uno scrittore che compone con attenzione metafore proposte da lui o mutuate da altri per produrre un effetto estetico.
Anche Baricco fa lo stesso in letteratura, la tendenza al metaforico è tipica della cultura italiana.
C’è la convinzione di Lucrezio che la medicina vada presa col miele, il problema è che troppo spesso si concentra l’attenzione sul miele. Forse un motivo per la parzialità del nostro sistema educativo sta nel fatto che in ogni campo di studi, già dalla scuola si agita una coltre di metafore, che per un certo periodo riescono a ottenere un effetto di incanto per poi svanire in fretta.
Ne pagano le spese quei campi dove le metafore non funzionano (Matematica, Fisica e la Scienza in generale) o dove sono fortemente fuorvianti (capacità di osservare il campo sociale, economico, politico).