Non avete mai sentito un’amica dire “ho provato con ifiori di Bach”?
Sapete cosa sono?
Si tratta dell’ennesima pratica alternativa senza alcuna base scientifica e senza nessuna dimostrazione di efficacia.
In questo caso possiamo definirla interessante perchè riassume nei suoi princìpi e nel suo modo di utilizzo le stesse teorie che troviamo disseminate in altre pratiche alternative, qui le troviamoconcentrate.
Un misto tra stregoneria, omeopatia, magia. Un rituale di preparazione unito a concetti di “energia” molto cari ad altre pratiche pseudoscientifiche.
Letteralmente quella dei fiori di Bach è una pratica del tutto “naturale” e vedremo perchè.
La maggioranza di chi “prova” questo rimedio, come spesso accade, non ha idea dei princìpi che la regolano ed ha un’idea totalmente differente da quella che è la realtà.
Si crede infatti che si tratti di una cura a base di “estratti di fiori” o una pratica che ricava dagli stessi quelle sostanze che possono avere un ruolo attivo nella cura di alcune patologie.
Non è così, anche i fiori di Bach, come altre pratiche alternative, non hanno alcuna validità scientifica nè sono basati su teorie dimostrate. Hanno molto in comune con l’omeopatia e quando riescono a risolvere un piccolo problema il sospetto che si tratti soltanto di effetto placebo è talmente forte che persino diversi sostenitori dell’alternativo lo considerano come tale.
Per questo motivo definisco la pratica dei fiori di Bach come il placebo ideale.
Questa teoria pseudomedica fu ideata da un medico gallese Edward Bach, attorno al 1930.
Questi aveva teorizzato che qualsiasi malattia umana derivasse da uno stato d’animo ìnsito in ognuno di noi. Così se il malinconico sviluppa più frequentemente malattie in un dato organo, l’estroverso le sviluppa in un altro ed il timido in un altro ancora, tutte le malattie hanno origine psicosomatica e quelle psicologiche originano da un influsso energetico negativo (tormentone questo degli “alternativi”) che “scarica” le energie del nostro organismo.
Per ricaricare queste energie bisognerebbe sfruttare le proprietà di alcuni fiori che recisi in piena fioritura (non devono essere “strappati” ma tagliati dolcemente…), devono essere messi in acqua ed esposti alla piena luce del sole per poter trasferire le loro proprietà e le “vibrazioni” (ecco la stregoneria) all’acqua che li contiene. L’alternativa sarebbe quella di bollire questi fiori.
L’acqua “energizzata” dai fiori viene quindi filtrata e diluita con una pari quantità di brandy (il che spiegherebbe molte cose).
Si ottiene così una “tintura madre” del fiore prescelto.
La tintura madre a sua volta deve essere diluita in ulteriore brandy (2 gocce in 10 ml) e questo rappresenta il rimedio finale.
I fiori non sono scelti secondo le sostanze che possono contenere nè queste sono estratte in maniera da averne una buona quantità, nell’esposizione al sole e persino con la bollitura, la possibilità che nell’acqua “energizzata” sia contenuta una quantità di “sostanza attiva” è scarsissima, meglio ancora nulla.
L’ulteriore diluizione poi rende il prodotto finale un prodotto come quelli omeopatici: niente altro che acqua. Curioso come molti omeopati critichino questa disciplina visto che scientificamente non vi è alcuna differenza tra il granulo omeopatico e la boccettina di fiori di Bach.
A questo punto si tratta di stabilire come usare il prodotto ed a cosa serve.
La posologia è a gocce: 2-3 gocce al giorno per più volte.
Bach divise i fiori con una classificazione arbitraria basata proprio sulla sua convinzione che tutte le nostre malattie abbiano origine psicosomatica.
Esistono così fiori “guaritori”, altri “aiuti” ed altri “assistenti”, ognuno serve a qualcosa.
Ci sono i fiori per chi ama la solitudine, l’olivo per lo stressato, il faggio per il polemico e così via.
In realtà la pratica dei fiori di Bach ha un preciso significato, riconducibile al grande calderone dei rimedi placebocome l’omeopatia e come questa è caratterizzata da un preciso rituale che “rinforza” l’effetto.
Se dicessi di prendere dei fiori a caso di un giorno a caso mettendoli a bollire in pentola per berne il risultato, probabilmente avrei molto meno effetto del dire che bisogna raccogliere i fiori amorevolmente in una bella mattina assolata per farli caricare positivamente dall’energia solare e che dopo energizzazione cosmica bisogna assumerne due gocce al giorno.
La magia ha un suo preciso rituale e questo ne è un mirabile esempio.
Bach non ha mai dimostrato (nè lo hanno fatto dei suoi seguaci) la sua teoria nè l’efficacia del suo rimedio. I princìpi sui quali si basano le sue idee non sono scientificamente valide e nemmeno l’idea che ogni malattia sia collegata alla “costituzione” dell’individuo è corretta, si tratta piuttosto di una “moda scientifica” molto in voga all’inizio del 1900 quando si pensava che un tipo di corporatura predisponesse a certe malattie esattamente come un tipo di carattere lo facesse per altre, teoria che tra l’altro diede origine proprio all’omeopatia.
La dimostrazione della falsità di quest’idea è che le malattie più importanti, purtroppo, colpiscono tutti: alti e bassi, grassi e magri, belli e brutti. Che poi un certo tipo di costituzione possa diventare un fattore di rischio per alcune patologie questo è certo ma non ha nulla a che vedere con l’idea di Bach.
Se già la pratica dei fiori di Bach non ha nessuna plausibilità scientifica, nè nelle sue basi teoriche nè nell’applicazione medica, anche gli studi che hanno provato a capirne di più hanno evidenziato come l’azione dei preparati a base di fiori “energizzati” ha soltanto, quando va bene, uneffetto placebo.
Proprio perchè utilizzato spesso come rimedio a disturbi di tipo ansioso e psicosomatico, sono stati misurati gli effetti in questo ambito e non si è visto alcun effetto superiore al placebo. Gli studi sull’utilizzo in altri ambiti (anche più banali ma persino sui disturbi di attenzione pediatrici) hanno avuto lo stesso risultato: nessun effetto superiore al placebo.
Uno di questi studi è particolarmente interessante perchè sottolinea il meccanismo mentale che fa spesso accettare pratiche alternative senza alcuna base scientifica.
Lo studio, pubblicato su una rivista di medicina alternativa, ha realizzato una revisione degli studi già esistenti in letteratura sui “rimedi floreali” ed ha concluso che i fiori di Bach sono assolutamente sicuri, non creano cioè particolari problemi.
Conclude comunque che non vi è alcuna evidenza di effetto superiore al placebo. Interessante è proprio come si sottolinei la sicurezza di qualcosa che non è un farmaco, il solito argomento fallace del “che male vuoi che faccia”.
Il problema è che chi sta male non ha bisogno di qualcosa di innocuo quanto di qualcosa che funzioni. Stessa fallacia dell’omeopatia: funziona perchè non ha effetti collaterali, solo che mentre la seconda affermazione è reale, la prima non è mai stata dimostrata ed inoltre mentre la mancanza di effetti collaterali è un pregio aggiuntivo, l’efficacia è il primo requisito di un farmaco.
Da questo punto di vista comunque è vero che in genere i “fiori di Bach” sono venduti (in erboristerie e farmacie, quasi sempre) per piccoli disturbi o quando non serve un farmaco e non avendo particolari effetti collaterali se non quello di svuotare il portafogli, posso definirlo come “placebo ideale”, l’importante è non pensare di risolvere problemi seri con il “decotto di acqua energizzata dai fiori”.
Detto questo, molto meglio una buona tisana rilassante.