Velocissime E Per Niente Serie Riflessioni Post SISSC

Il 4 e il 5 Settembre sono stati giorni speciali e intensi. Per il sottoscritto, che da relativamente poco ha intrapreso il viaggio (pun intended) nella Psichedelia a 360° si è trattata di una esperienza notevole.

Le tematiche trattate, le persone incontrate, le chiacchere fatte sia lievi che impegnative sono state letteralmente seminali. Non è di questo che però voglio scrivere ma di qualcosa di più personale: le mie reazioni nei confronti di alcuni frammenti di argomenti trattati.

Per mia natura, determinate tematiche mi provocano avversione e una urgenza spesso a stento trattenuta di reagire con impeto e passione, soprattutto quando queste tematiche riguardano posizioni, argomenti e idee che si distanziano da posizioni scientifiche, che non tengono conto del metodo scientifico ma tendono ad appoggiarsi a narrazioni, tradizioni e inerzie di vario genere.

In quei due giorni mi è capitato di ascoltare qualche siffatta argomentazione e inevitabilmente mi si sono accesi moti di ribellione MA…

In primis, le argomentazioni di quel genere erano per lo più portate come esempi soprattutto di carattere storico e culturale e non come rigorosi riferimenti scientifici. Esemplari in questo senso sono stati gli interventi di Luca Isabella e Nicoletta Frattini.

Se è vero che non ho agito i miei moti di ribellione, è altrettanto vero che se avessi ascoltato di più e più a lungo non si sarebbe acceso nulla rendendo l’ascolto più tranquillo (ma forse più noioso?) e probabilmente facilitando riflessioni più profonde e audaci. A mente arroventata non riesco a ragionare come vorrei e come potrei.

E qui sta una delle lezioni che di sicuro mi sono portato a casa: “lo spirto guerrier ch’entro mi rugge” deve rimanere, non ho dubbi a riguardo. Guai se si addormentasse o se si anestetizzasse. Deve però essere guidato, non imbrigliato, da un certo tipo di controllo che mi permetta di accogliere qualsiasi bizzarria senza battere ciglio (per lo meno al momento), elaborarla in maniera appropriata, chirurgica, scientifica e poi smembrata senza pietà, sbriciolata, mostrata per quella che è e sbugiardata fin nel midollo se è il caso.

Perchè è mia ferma opinione che di falsa Scienza, di narrazioni balorde, di verniciature ideologiche, di bufale pseudomistiche, di falsi profeti che tentano di vendere dei sogni da quattro soldi (ricorda, hypocrite lecteur, mon semblable, mon frère, chi cerca di venderti un sogno è sempre e soltanto perchè ti vuole addormentato), di guru che invocano bislacche divinità e filosofie d’accatto per riempirsi l’ego e il portafoglio, il mondo è pericolosamente stracolmo e in un ambiente come quello della Psichedelia, da quel poco che mi sembra di aver capito, non solo ce ne sono fin troppe portate avanti da ormai quasi 70 anni ma sono ancora sfacciatamente glorificate, portate come esempi e non come racconti cautelari, raccontati come realtà e non come narrazioni.

In un ambiente dove si sa perfettamente che si gioca sul filo dell’illegalità (checchè se ne possa parlare di sperimentazioni nostrane e checchè certuni insistano pateticamente a raccontare come in altre nazioni le cose siano diverse… Beh, ho una notizia per costoro: viviamo e vivete in Italia, cari miei. Qui anche il CBD è illegale e me ne sbatto altamente se il Germania o in Canada si combra cannabis come se si comprasse del thè) e con il concreto rischio di mettere in prima linea la salute psicofisica delle persone, credo sia imperativo abbandonare definitivamente ogni raccontino, ogni bufala, ogni misticheggiante favoletta e abbracciare finalmente un approccio che contenga allo stesso tempo un profondo rigore scientifico e un altrettanto profondo rispetto per l’esperienza personale, estetica, musicale, artistica, luminosa o umbràtile, spirituale ma NON RELIGIOSA, CAZZO! Non abbiamo bisogno di pregare alcun dio, non abbiamo bisogno di giungere le mani di fronte a nessuno, non abbiamo bisogno di alzare gli occhi al cielo nè di cattedrali o di chiese o di luoghi di culto. Non abbiamo bisogno di preti, imam, rabbini, sciamani, bramini nè di nessuno che ci venga dall’alto a imporci dogmi, precetti, comandamenti, libri più o meno sacri. Non abbiamo bisogno di tutto questo, abbiamo un gran bisogno di accettare la nostra intima spiritualità e di accettare i limiti che per ora ancora abbiamo, con grande serenità e amore, rifiutando il “dio delle lacune” consapevoli che sono proprio quelle lacune che ci hanno spinto e ci spingeranno nel nostro percorso evolutivo scientifico e umano. Dio o chi per lui è un inutile costrutto, un engramma che deve essere rimosso ed è ora di sbarazzarcene una volta per tutte, se necessario anche con la forza.

Questa è stata una lezione. Non rinuncio ad essere battagliero ma sento la necessità di raffinare le mie armi, di affilare le mie lame.

Perchè mai come oggi c’è bisogno di combattere, ognuno le proprie battaglie, con i propri mezzi e le proprie disponibilità ma c’è un GRAN bisogno di combattere questa oscura marea montante di ignoranza, qualunquismo, lassismo soprattutto intellettuale e culturale.

Prendo esempio, se ci riuscirò, da chi ha parlato in quei due giorni.

E grazie di cuore anche a Daniel con il quale ci siamo fumati un delizioso purino alle spalle di una camionetta della polizia.

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