Credo che il gioco dell’Arenario sia lieve, ma profondo. Con un volo d’ala illuministico (ante litteram) , Archimede si ribella alla forma di sapere che vuole ci siano misteri intrinsecamente inaccessibili al pensiero dell’uomo. Archimede non sostiene di conoscere con esattezza le dimensioni dell’Universo o il numero preciso dei granelli di sabbia. Non è la completezza del proprio sapere che difende. Al contrario, è esplicito sul valore approssimativo e provvisorio delle stime che fa. Parla, per esempio, di diverse alternative riguardo alle dimensioni dell’Universo, sulle quali non ha un’opinione definita. Il punto non è una presunzione di completezza del suo sapere. È il contrario: la consapevolezza che l’ignoranza di ieri possa essere illuminata oggi e quella di oggi potrebbe essere illuminata domani.
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"Ti chiedo soltanto una cortesia: cerca di lavorare sulla tua autostima per capire qual e’ vero valore che vuoi dare a quello che scrivi. Per i tuoi lettori potrai valere anche quanto Hemingway, ma per un editore se ti fai pagare zero varrai sempre zero."
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Stralcio di articolo di Carlo Gubitosa a proposito dell'importanza di non svendere mai la propria professionalità...