Ok, hear me out. Questo è un gedankenexperiment, un divertissement che ad oggi non ha alcun valore ma non nego che mi solletica l’idea che potrebbe essere un metodo in qualche modo validato e usato.
Non so neanche se sono il primo ad aver pensato a questo sistema, mi sorprenderebbe parecchio perchè non credo che sia un’idea particolarmente originale.
In un mio precedente articolo ho creato due neologismi applicabili alle nostre amate molecole: engnotico (per indicare la capacità di recuperare conoscenza già presente) e gnoseogenico (per indicare la capacità di creare conoscenza ex-novo).
A queste si affiancano quelle già conosciute come enteogeno (che favoriscono esperienze mistiche e spirituali), entactogeno (che inducono esperienze di comunione emotiva, unità, connessione, apertura emotiva) ed allucinogeno (che generano la percezione di qualcosa che non è presente).
Dati queste cinque caratteristiche mi sono chiesto perchè non classificare le sostanze psichedeliche proprio su queste basi? Assegnare un valore su una scala da 1 a 10 (ad esempio) e riportare, per ogni sostanza, queste informazioni in un grafico “a radar” può dare un “colpo d’occhio” immediato su cosa aspettarsi da una determinata molecola.
É ovvio che allo stato attuale non ho alcun dato per creare alcuna statistica valida e che la scala da 1 a 10 è assolutamente arbitraria ma l’idea potrebbe funzionare.
Ecco alcuni esempi che ho realizzato tramite https://radarchart.io/



É chiaro che la maggior fallacia di un approccio come questo è la totale soggettività delle esperienze. Per qualcuno l’LSD potrebbe essere un potentissimo entactogeno e un ben scarso engnotico, per qualcun’altro il DMT potrebbe essere uno scarso enteogeno e un potente gnoseogenico.
Però il colpo d’occhio è interessante e con un campione statistico rappresentativo si potrebbero estrarre informazioni utili, magari anche riguardo la riduzione del danno.