Non che non me lo aspettassi.
É da quando ho iniziato ad usare queste sostanze che me lo ripeto, che l’ho scritto: sono un neo-ateo e il mio rapporto passato con qualsiasi cosa avesse a che fare con religioni e spiritualità in generale era una completa negazione, un totale rifiuto basati su un approccio scientifico hard-core.
Ed ha funzionato, fino a poco tempo fa.
Poi qualcosa è cambiato e sto imparando la differenza tra il dire e l’esperire. Lo sto imparando con gioia, questo è importante.
E lo sto imparando e applicando nel rispetto del frame scientifico che mi ha accompagnato fino ad oggi: spiritualità e Scienza stanno vivendo in una armoniosa sincronia dentro di me e questo mi sta rendendo felice.
Provo a spiegare, con tutte le difficoltà del caso perchè è davvero da poco che sto accogliendo questo cambiamento.
ACCETTAZIONE DELLA SPIRITUALITÀ
Questo passo l’ho potuto fare solo quando ho separato definitivamente la spiritualità dalla religione. Rimango fermamente convinto che la seconda sia un cancro dal quale l’umanità dovrebbe liberarsi ora e per sempre per poter finalmente fiorire e accedere alle reali potenzialità. La mia posizione a riguardo si è casomai rinforzata, soprattutto quando guardo con preoccupazione certe correnti politiche deliranti della destra statunitense che stanno rischiando di insozzare anche l’Europa e che traggono potere e sostentamento dal concetto di religione, poco importa se sono gemmazioni tumorali di ideologie comunque depravate di partenza. Avrei delle considerazioni ancillari a riguardo ma le tengo per la parte finale di queste riflessioni.
Sul concetto di spiritualità, invece, una volta fuso in lega con alcuni principi scientifici che accolgono a braccia aperte l’ineffabilità, la fallabilità, l’impossibilità momentanea, spaziotemporale, di non sapere, trattandola non come una resa alla Emil du Bois-Reymond: “ignoramus et ignorabimus” che odio fortemente ma bensì come uno stimolo propulsivo alla David Hilbert: “Wir müssen wissen – wir werden wissen”, lo stupore di fronte alla meraviglia, la contemplazione estatica di fronte a questa meraviglia, mi trovano assolutamente in sintonia armonica.
E proprio parlando di armonia, provo a spiegare la mia posizione. La Musica.
Posso spiegare, perchè ne ho le competenze, come funziona la Musica. Posso spiegare la tecnica che permette di costruire melodie, posso spiegare i concetti di tempo, altezza, silenzio, ritmo e composizione. Posso spiegare come usare le serie di Fourier per analizzare le onde sonore nella Musica. Posso spiegare come funziona un pianoforte, una chitarra elettrica o un sintetizzatore e come utilizzarli per applicare la teoria summenzionata.
Un neurologo può spiegare come la percezione musicale nell’orecchio umano comporta la trasformazione delle onde sonore in vibrazioni meccaniche, che vengono poi convertite in segnali elettrici dalle cellule ciliate presenti nella coclea e come questi segnali vengono inviati al cervello, dove vengono interpretati come suoni, altezze e ritmi diversi.
Ma poi qualcosa “has fallen sloppy dead” (so far) quando la Musica accende desideri.
Quando evoca ricordi.
Quando illumina emozioni.
Questo ancora ci è sconosciuto e l’unica cosa che posso fare è lasciarmi avvolgere, lasciare che il mio spirito accolga tutto questo in uno stato di meraviglia ed estasi.
Forse un giorno capiremo questo meccanismo. Forse no. Non lo so. Ma in ogni caso, anche se riusciremo a capirlo non toglierà niente della bellezza sovrannaturale della Musica; così come sapere come funziona un arcobaleno non toglie assolutamente nulla di nulla alla sua incantevole magia.
Per portare un altro esempio: quando fin troppo spesso sento parlare, spesso a sproposito, riguardo alcuni effetti delle sostanze psichedeliche di come queste facciano sentire parte di un tutto, mi sono chiesto che cosa significhi realmente questa affermazione.
Le risposte sono state sovente ambigue e nebulose, se non del tutto assenti.
Beh, io ho la mia ed è stata formulata da un astrofisico, Neil deGrasse Tyson.
The most astounding fact is that we are are all connected. To each other, biologically. To the earth, chemically. And to the rest of the Universe, atomically.
Ogni singolo essere vivente su questo pianeta condivide il DNA. In percentuali più o meno elevate, abbiamo lo stesso DNA. Le basi sono le stesse, adenina, timina, citosina e guanina. Siamo “case” diverse fatte con gli stessi mattoni e questo non è misticismo ma realtà dimostrata, dimostrabile. Quindi si, siamo connessi da un punto di vista biologico.
Siamo connessi con il nostro pianeta da un punto di vista chimico perchè le reazioni chimiche che ci sostengono in vita (ad esempio la fotosintesi clorofilliana, argomento sul quale sono piuttosto preparato) avvengono su questo pianeta ad opera di altri organismi viventi che producono composti chimici che sono assolutamente vitali, in un ciclo di retroazione.
E siamo connessi con l’Universo perchè ogni singolo atomo che ci compone, che compone ogni singolo essere vivente su questo o su eventuali altri pianeti è nato nelle fucine stellari: idrogeno, elio, ossigeno, carbonio, ferro e via via tutti gli altri. Senza le stelle non saremmo qui, a interrogarci sulle stelle. Senza le leggi che regolano le stelle (leggi che ancora non comprendiamo appieno) non ci sarebbero la Musica. La Scienza. L’Amore. L’Arte.
Non c’è bisogno di scomodare misticismi strani o bislacchi per rimanere in uno stato di profonda meraviglia, rispetto e spiritualità. Basta osservare e studiare (si cazzo… Studiare! Studiare! Studiare!) il mondo che ci circonda per perdersi in un caleidoscopio di stupore che è decisamente trascendentale nel suo senso etimologico ovvero, derivato dal latino medievale “trascendentalis”, che a sua volta proviene dal verbo “trascendere”, significando “oltrepassare” o “salire oltre”; ciò che supera certi limiti o va oltre l’esperienza sensibile.
Questa è la mia ritrovata e rinnovata spiritualità. Una posizione che abbraccia con gioia quello che non è ancora spiegabile e che forse non lo sarà mai, o che forse per me non sarà mai spiegabile. Non mi importa.
Quello che mi importa e che vorrei davvero condividere è quel senso di stupore e meraviglia che sono riuscito a “portarmi dietro” dalle esperienze lisergiche e che sto riuscendo ad integrare (ricordando quanto è impegnativo il processo di integrazione) e a unire al mio background scientifico senza che nessuno di questi ne risulti sminuito, escluso o intralciato.
Mi piace ricordare qui una frase dell’immenso Douglas Adams: “Isn’t it enough to see that a garden is beautiful without having to believe that there are fairies at the bottom of it too?”
E come dargli torto, una volta che imparo quanta bellezza c’è in un semplice giardino? Quanta vita c’è in un semplice giardino?
O come ebbe a dire Tim Minchin: “Isn’t this enough? Just this world? Just this beautiful, complex wonderfully unfathomable world? How does it so fail to hold our attention that we have to diminish it with the invention of cheap, man-made myths and monsters?”
É un processo in corso. Immaginavo che potesse succedere qualcosa di simile, me lo ero paventato, non potevo immaginare fosse così bello, intenso e gratificante.
C’è una nota però che sento di dover fare. Una nota che di base non mi vede d’accordo ma che non posso non considerare e accettare come valida.
Non mi vede d’accordo perchè ad oggi, molto ma molto raramente ho visto eccezioni virtuose ad una pratica disonesta o, in alcuni casi, depravata e quindi non posso essere completamente d’accordo al concetto che sto per esporre.
Se penso a “chi crede che in quel giardino esistono fate e gnomi”, ovvero se penso a chi ha scelto di abbracciare determinate forme di pensiero religiosi o talmente lontane dalla mia posizione da essere, per alcuni aspetti, incompatibili, non voglio esimermi da una riflessione.
Se queste forme di pensiero servono ad essere una persona migliore… Perchè no? Non ne ravvedo alcun danno. Per fare un esempio pratico, se la gente cade in estasi a Medjugorje e se questa estasi la porta a comportarsi secondo i canoni cristiano-cattolici (e qui sto parlando dei VERI canoni cristiano-cattolici e non quelli bigotti o borghesi), c’è davvero qualche problema a riguardo?
No. Ovviamente no.
Se qualcuno assumendo psilocibina vede le macchine elfiche autotrasformanti alla McKenna ma questo è il percorso che porta ad un miglioramento della persona, qualcuno può onestamente contestare questo percorso?
Ancora una volta no.
Fin troppo spesso però, anzi quasi sempre, ho osservato come chi, ad esempio, si professa cattolico non segue per nulla i principi della religione che afferma di professare arrivando sovente a comportarsi in maniera clamorosamente opposta (un brillante esempio? Il molto poco onorevole Salvini che vuole respingere i migranti sbandierando il vangelo in Parlamento). L’ho visto accadere nella mia famiglia di provenienza, l’ho visto succedere a miei amici. L’ho visto dovunque.
Fin troppo spesso ho osservato come chi assume certe sostanze si limita a credere a quattro stronzate, spesso lette in posti di dubbia serietà nel WWW e scritte da cialtroni che nel migliore dei casi hanno come solo obiettivo quello di gonfiare i propri ego e intascare quattro spicci mungendoli da persone credulone e fragili; senza che queste stronzate influiscano in qualche modo profondo e positivo il loro spirito, lasciandoli come gerridi a pattinare giulive e giuggiolone sulla superfice delle cose. Quante volte, ad esempio, ho letto o sentito raccontare a sproposito di “misticismo quantistico”, “premonizioni che si sono avverate” e altre baggianate analoghe.
Se le bufale del misticismo quantistico o le premonizioni servissero a migliorare una persona, a migliorarla DAVVERO non starei qui ad agitare i pugni contro le nuvole. Mi tapperei il naso, starei tranquillo. Sarei tranquillo.
Potrei andare avanti per un bel po’, di esempi purtroppo non me ne mancano. Ne ho anche scritto qui, sul mio blog. É stato il mio lavoro (letteralmente, mi ci sono pagato l’affitto e la pagnotta sul tavolo) combattere a furia di articoli e conferenze certi orrori.
Di problemi, quindi, ce ne sono e parecchi quando non c’è un percorso di crescita. Quando non c’è la volontà di capire (anche perchè se ci fosse una reale volontà di capire, certe vaccate non esisterebbero più da decenni). Di problemi ne sgorgano come pustole su un lebbroso quando alle spalle c’è un establishment che ha tutto l’interesse ad avere discepoli e non allievi.
Quale interesse? A volte è subdolo. Interesse politico? Economico? Sociale? Egotico narcisista? Un interesse c’è sempre. Basta osservare e studiare qualsiasi religione organizzata. Qualsiasi governo. Qualsiasi organizzazione non esattamente intellettualmente onesta.
Basta osservare e studiare chiunque cerchi di vendere un sogno. Chi lo fa, ci vuole addormentati e sono in troppi a cadere in questa trappola.
In questo, il mio feroce odio per qualsiasi organizzazione che confonda la spiritualità con la religione trova radici. Qualsiasi religione, qualsiasi organizzazione che si etichetti o che sia anche solo in odore di religione troverà in me un nemico.
La spiritualità, per quello che sto vivendo, è altra cosa. É un processo intimo che non ha bisogno di chiese, di congreghe o di templi; è conoscenza; è condivisione aperta senza dogmi, senza dei, senza paradisi nè inferni, senza miracoli e soprattutto senza odiosi e untuosi rappresentanti che si autoproclamano detentori di verità supposte (cit.).
Non esistono verità, esiste solo la Realtà e la Realtà non ha bisogno di preti, santoni, shamani o guru, basta a se stessa, per chi ha l’umiltà necessaria (e ogni tanto anche il coraggio indispensabile) per saperla cogliere.
La spiritualità è accettazione amorevole e razionale del non razionale, di quello che non sappiamo senza che questa sia un piegare bovino del capo e un rinunciare suicida alla ricerca seria e costante.
La Scienza, da sola, non basta così come la spiritualità da sola non basta, perchè rischia di portare ad un arroccamento che nega tutta una parte talmente bella ed essenziale che è contemporaneamente richiesta di pausa contemplativa e spinta propulsiva, creativa. L’ho sentito sulla mia pelle, nel mio spirito.
“Scienza e Coscenza“. Lo dico da una vita ma mi sembra di coglierne il significato solo ora.
Meglio tardi che mai.
There’s real poetry in the real world. Science is the poetry of reality
Richard Dawkins