Il Giorno Nel Quale Qualcosa Si É Spezzato

E fu così, in un giorno qualunque, in sordina, che perdemmo definitivamente ogni dignità, ogni pudore, ogni vergogna.

Perchè dietro quella azienda c’è sicuramente un ufficio stampa che ha pensato, approvato e fatto realizzare quel cartellone pubblicitario.

Non è stato un caso. É stata una scelta.

Non sono cristiano cattolico, au contraire, ma la crudele, spietata parodia di quell’insegnamento (che poi è un insegnamento di buon senso e antropologico) mi fa star male e mi fa infuriare fino al midollo.

Se la logica è “parlatene bene, parlatene male basta che ne parliate” allora hanno avuto successo; prego, una standing ovation per i geni del marketing.

Non riesco però a non pensare che qualcosa si è perso definitivamente. Non riesco a non pensare che si è varcata una soglia che forse non si doveva varcare.

Qualcosa si sta sbriciolando.

Ma si… Forse ha ragione una certa persona. Forse sono io che me la prendo troppo, che mi infiammo per problemi che forse non esistono. Forse sono io che divento troppo “hot and flustered” (cit.) di fronte a cose che non meritano tutta questa mia attenzione.

Ma ho il cazzo di diritto di sentirmi come mi sento, di essere quello che sono, di provare quello che provo.

In questo momento provo una rabbia che mi strangola la gola.

Come ho scritto a quella certa persona…

Il denaro è un male “necessario” che abbiamo accettato di usare perché le alternative sono dure e noi siamo pigri.

Me compreso.

Ma il denaro è solo uno strumento, nient’altro. Uno strumento che uso per migliorare la mia vita, ma pur sempre un maledetto strumento. Come una lima o un cacciavite.

Non amo i miei strumenti. Me ne prendo cura, ma che cazzo!

L’AMORE è per qualcosa di completamente diverso.

O per qualcuno.

E il messaggio in sé è semplicemente sbagliato per chiunque. Moralmente sbagliato fino al midollo.

Amare uno strumento come te stesso?

Se è uno scherzo, non mi fa ridere.

Questo è il capitalismo per eccellenza sbattuto in faccia senza alcuna vergogna o ritegno.

Quindi sì… Forse sono io quello che prende queste cose troppo sul serio e si “scalda e si agita” troppo (forse, ma non credo), ma non riesco proprio a sopportare queste oscenità…

 

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