Questo trip report è importante. Registra, infatti, il mio primo viaggio lontano da qualsiasi comfort zone a me nota e familiare.
Ho deciso di assumere Sua Maestà LSD fuori casa, senza tutte quelle piccole grandi comodità che fino a quel momento mi avevano “tenuto al sicuro”, lanciandomi in mezzo alla natura e agli altri. Volevo capire come avrei reagito nel momento in cui le mie difese si fossero abbassate; nel momento in cui il mio default mode network (DMN) si fosse ammorbidito o magari del tutto disattivato; era qualcosa che dovevo fare, che dovevo a me stesso per capire se e come fossi cambiato in questi 406 giorni e l’ho capito, OH SE L’HO CAPITO!
Procediamo.
h. 08,23 – Colazione veloce al bar, il solito. Quattro chiacchere con il cameriere, il solito. Brioche al pistacchio, caffè; seduto al tavolino esterno sentendomi quasi un poeta francese mentre inizio a tenere il diario. Ho bisogno di questo inizio, leggero, perchè ho un po’ di paura. Sono nervoso. Non sono in casa, nella mia “tana” e mi sento già esposto, in pericolo. Due chiacchere sciocche con il cameriere, due morsi veloci e la brioche è sparita. Il caffè dura di più, lo gusto. Dopo il caffè, tiro fuori lo scartoccio dalla borsa e lentamente, sacralmente, quasi come se fosse un rito, estraggo i due cartoncini. Sono due pezzi da 100g e uno da 50g.
Li depongo sotto la lingua. Rimarrano li per un bel po’ di tempo ma questo ancora non lo so. Mi sono chiare le intenzioni, semplici:
- guardare le persone
- guardare la luce
- ascoltare la Musica
- sentire il calore del sole
- guardare le papere dello stagno
- forse parlare con qualcuno
h. 08,33 – Mi alzo e inizio a camminare in direzione Parco Sempione. Cerco di camminare lentamente anche se ho fretta. Non vorrei che le molecole iniziassero a farmi effetto per strada, non so perchè ma l’idea non mi sorride. Sono ancora perfettamente sobrio, la Musica mi esplode dagli auricolari e mi fa bene, come sempre mi scopro a camminare a ritmo e questo mi succede anche quando sono sobrio. Ormai posso tranquillamente dire che se la Musica induce stati di coscienza alterati, mi faccio di Musica su base quotidiana.
h. 08,52 – Qualcosa è in moto. Curioso, non è mai successo che il dietilammide facesse effetto così velocemente! Però è innegabile: la Musica è più definita e se ancora non emotivamente più coinvolgente è decisamente più intensa, i suoni sono più chiari e definiti. La mia vista è decisamente più acuta, percepisco meglio la prospettiva e i movimenti nel campo tridimensionale, la percezione della profondità è migliorata. Questo modo di “salire” è decisamente delizioso! Inizio a sentirmi avvolto da una sensazione di accogliente calore ma questa volta c’è una novità: una sensazione di energia, quasi di elettricità che fluisce in vortici nel mio corpo. Non l’ho mai provata prima, è incredibilmente piacevole! L’aria ancora fresca entra frizzante nei polmoni, mi sto avvicinando ad un ingresso del parco e la vista degli alberi è qualcosa di diverso.
h. 09,03 – Sono di fronte ad un albero di Magnolia, praticamente immobile con il naso tuffato in un fiore. Il profumo è commovente, inspiro il più profondamente possibile perchè voglio che quell’odore diventi parte di me, mi avvolga dall’interno all’esterno e mi coccoli. Sento delle lacrime che si stanno formando nel fondo degli occhi, è tutto assurdamente bello che vorrei gridare e fare esplodere questa gioia che sto provando! Questo profumo è così femminile, sa di donna… Ho una gran voglia di ridere e di piangere.
La luce. LA LUCE!! Filtra dalle foglie, dai rami, passa attraverso alcuni petali e disegna figure incredibili sul selciato. La luce è qualcosa di incredibilmente bello, dorata, scintillante. Devo camminare, però. Qualcosa mi spinge a muovermi, a non stare fermo. Devo muovermi.
C’è uno scoiattolo su un ramo che mi sta guardando. Ok, lo so che è un REBUS ma ho la curiosissima sensazione che voglia dirmi qualcosa. Quegli occhietti neri mi stanno fissando, lui è troppo immobile, io anche. Non oso parlare, non oso muovermi. Cosa vuoi dirmi, piccolo coso peloso? Cosa c’è che ti incuriosisce?
E poi i Pixies iniziano a cantare: “Bump into me, swear he’s tryin’ to talk to me, say wait, wait”, cazzo chiamala serendipità! “Where is my mind? Where is my mind? Way out in the water, see it swimmin‘”. Non posso non ridere di gusto di questa cosa! Saluto gentilmente lo scoiattolo che se ne infischia bellamente di me e del mio viaggio e mi dirigo verso lo stagno. La mia mente è li, nell’acqua, guardala nuotare.
Ed eccole. Le papere. Piccole, deliziose, impertinenti paperotte! C’è qualcosa nei colori cangianti del loro piumaggio che le rende assolutamente spettacolari. Potrei giurarci, i loro colori stanno lentamente, molto lentamente cambiando, fluttuando. Alcune sono immobili, ieratiche, come antiche divintà paperose che osservano indifferenti e starnazzanti. Altre nuotano placidamente nello stagno lasciando tracce e vortici nell’acqua. Quei vortici sembrano durare infinitamente, riconosco le strutture, riconosco le formule matematiche che li regolano e li definiscono ed è stupendo; ho questa meravigliosa sensazione di “tutto torna, tutto funziona come deve”. La Matematica è così bella, come è possibile che qualcuno la odi? Dico… Guarda come la luce danza sulle onde d’acqua!
h. ??,?? – Sono circondato da vita. Letteralmente. I pesci nell’acqua dello stagno. Gli alberi. Gli scoiattoli che saltellano da un ramo all’altro. Uccelli. Umani. Piante. Batteri. Insetti. Erba. Cani. Mi sento liquefare in un senso di dolcezza, inizio a non sentirmi più “estraneo” o in pericolo. Il vento è così tiepido e dolce che sembra quasi una carezza sovrumanamente gentile. Sto facendo davvero fatica a non scoppiare a ridere per il senso di gioia che sto provando quindi provo ad allontanarmi e cercare un posto un po’ più isolato.
Lo trovo. All’ombra di un grande albero. Mi tolgo la camicia, le scarpe e le calze e mi lascio cadere sull’erba. Sento tutto… I fili di erba che si schiacciano sotto il mio peso; i piccoli rami secchi che mi pungono la schiena, l’odore di erba, minuscoli insetti che iniziano ad arrampicarsi sul mio corpo, il vento che passa sulla mia pelle. Ho dei brividi di letterale piacere. Sento un lievissimo ronzio, giro la testa e vedo un’ape che si posa su un trifoglio. Non ce la faccio più, inizio a ridere, a ridere e ridere e ridere ancora e ancora! Senza ritegno! Sto talmente bene che vorrei poter prendere questa sensazione e regalarla a chiunque mi dovesse passare accanto perchè tanto so che non ne sarei privato nè sminuito in nessun modo. É come avere una torta da condividere ma più fette taglio da questa torta e più ne ho da regalare. É evidente che le leggi dello spirito non seguono le leggi della fisica. Guardo il sole filtrato dalle foglie dell’albero e continuo a ridere talmente di gusto che mi lacrimano gli occhi.
Ancora una volta provo quella sensazione: STO TORNANDO A CASA. Mi prende un languore assurdo, vorrei sciogliermi nella terra, vorrei che l’erba mi avvolgesse e che il vento mi portasse da qualche parte, non mi importa dove. Ho voglia di fumarmi una sigaretta ma il languore è così intenso che le mie mani sembrano fatte di gomma e rollare diventa una impresa… Continuo a ridere della mia goffaggine, più faccio fatica a rollare, più rido e più rollare diventa difficile. Non so quanto ci ho messo ma alla fine sono riuscito a far su un qualcosa che assomiglia molto vagamente ad una sigaretta. Ho l’accendino ma decido di chiedere a qualcuno per del fuoco. Passa un uomo, relativamente vicino me e gli chiedo del fuoco. Questo mi guarda ma non so interpretare il suo sguardo e a dire il vero poco me ne cale. Vorrei invitarlo a sedersi, a parlare con me, a fumare insieme a me ma lo sguardo mi sembra sfuggente e forse sospettoso; non so se è un accenno di paranoia o se si è accorto che sono in pieno viaggio… Non gli chiedo nulla a parte il fuoco. Se ne va e un po’ mi dispiace.
Sono in piedi, aspiro il fumo e guardo il terreno: cazzo… La terra respira? Pulsa? Vedo gli insetti che formicolano tra gli steli d’erba ma ci giurerei che la terra si sta muovendo, sta respirando. No, aspetta… Sono IO che sto respirando! La terra mi sta solo restituendo il mio respiro! Guardo una gazza volare bassa, lasciando una scia madreperlacea nell’aria e non mi sento fuori posto.
h. ??,?? – Da qualche parte c’è un palco e due ragazze che stanno suonando. Una suona un pianoforte, l’altra un violino. C’è una discreta folla che le circonda. La Musica è piacevole, non quella che sono abituato ad ascoltare durante un viaggio ma piacevole e soprattutto suonata dal vivo. Cazzo, quelle due ragazze sono due sirene e io mi sento Ulisse ma non sono legato a nessun albero maestro, sono libero. Mi avvicino e senza che me ne accorga (SENZA CHE ME NE ACCORGA? UN CAZZO E MEZZO! Me ne accorgo eccome!) sono in mezzo a perfetti estranei, fatto come un hippy. Vorrei ridere, vorrei dire a quel distinto signore che sta fumando accanto a me quanto sto ammirando i suoi baffi ma una parte misteriosamente lucida di me mi suggerisce di concentrarmi sulla musica e lasciare perdere i baffi di quel signore. Non so come mai ma più della Musica mi viene da pensare che sono in mezzo ad altri esseri umani, ascoltando Musica e non mi sento minacciato anzi, in qualche imprescrutabile modo mi sento parte di qualcosa. Se non ci fosse stata la Musica sarebbe stata la stessa cosa? Guardo le persone intorno a me. Sono così strane ma in qualche modo affascinanti. Non per forza piacevoli ma di sicuro affascinanti. Hanno odori, colori, suoni, forme. Li hanno sempre avuti, è ovvio che sono io che non sono stato in grado di vederli. E ora che me ne faccio di questa bellissima intuizione?
Camminare a piedi scalzi nel parco è una esperienza: nell’erba i piedi non fanno male anzi… Sono accarezzati dalla morbidezza del manto erboso, è piacevolissimo! Vicino le fontane i piedi si immergono nel fango fresco, il primo impatto è strano, non me lo aspettavo ma poi ho ceduto, ho iniziato a giocarci dentro come un bambino! Quanto è divertente! Mi ero dimenticato di quanto è piacevole pestare i piedi nudi nel fango! Poi ci sono i percorsi, fatti di sassi e quelli pungono, fanno male ma non è del tutto spiacevole. Non sono un masochista ma c’è una specie di metafora… Per andare da un posto piacevole all’altro si deve passare da posti spiacevoli. Non so neanche se ha senso. Non so neanche se me ne frega davvero se ha senso, ci penserò quando sarò lucido, casomai. Mi piace andare in giro scalzo per il Parco Sempione.
h. 13,10 – Mi fermo al baracchino vicino la biblioteca, ho una fame pazzesca. Di solito dovrebbe essere il THC che da i munchies; a me no. É sua Maestà LSD che mi mette appetito, in effetti mi mette diversi tipi di appetiti… Per ora soddisfo quello gastrico. Una piadina mortadella e formaggio con una Menabrea piccola per ora vanno bene. Cazzo che buona!! Ogni morso è un’estasi delle papille gustative! No, davvero, che buona! Sento il formaggio che mi si spande in bocca, il pane che si mescola sulla lingua e la bocca è una letterale orgia di sapori. Eccheccazzo, l’ho sempre saputo che la relazione tra sesso e cibo è una cosa che su di me funziona egregiamente ma una piadina? Cosa c’è di erotico in una piadina? Eppure i miei pensieri stanno diventando “porn-adjacent“. Non è solo una questione di erezione. É qualcosa di più complesso, una sensualità che coinvolge intensamente la vista, l’olfatto, il tatto, l’udito (trovo la voce di una donna vicino me assurdamente sensuale, ho una voglia a stento controllata di baciarla e assaggiare il sapore della sua saliva) e ovviamente il gusto. Il sapore salato del formaggio e della mortadella mi evocano pratiche erotiche orali che mi fanno tremare le mani. Cazzo, cazzo cazzo! Non è la prima volta che l’LSD ha questo effetto dionisiaco ma è la prima volta che è così dannatamente intenso!
Mando giù la birra in un sorso. Il fresco del liquido non mi da l’effetto sperato di calmare gli ormoni sparati nell’iperspazio erotico. Evabè… Il sapore della birra mi porta altri ricordi, merda… Sto avendo un rigurgito del mio passato di qualche anno fa, amplificato dalla droga e ora da una leggera ebbrezza alcolica. Cerco di non ridere, cerco di non guardare nessuno intorno a me ma il cuore sta battendo come il batterista di una band metal e inizio ad avere un inconveniente fisiologico all’inguine. Devo prendere la borsa e tenerla in braccio, stracazzacci!
Ascolto le persone intorno a me parlare, quanto è piacevole?? Le voci come melodie. Non cantano davvero ma le percepisco così.
E poi la Musica mi tradisce, la bastarda… “Bad to the bone” di George Thorogood And The Destroyers. Ma che cazzo, una delle canzoni rock più “toste” di sempre, testi espliciti, allusioni sessuali e assoli di chitarra davvero hard! E le mie fantasie erotiche partono per la tangente. Ok, non so cosa fare ora. Giuro, se qualcuna mi rivolge la parola la bacio qui sul posto e non me ne frega se mi arrestano per violenza sessuale. Devo fare qualcosa per distrarmi, devo fare qualcosa per raffreddare i miei “spiriti” che più che bollenti sono diventati color azzurrino per quanto si sono arroventati.
E la brillante idea è quella di ordinare un’altra piadina e una birra grande. Si, lo so. Idea del cazzo ma l’ebbrezza alcolica mi tenta e ho voglia di mordere qualcosa. L’ideale sarebbe un paio di labbra morbide ma temo di dovermi accontentare di una piadazza.
Cosa che faccio, con molto più gusto rispetto prima. Questa volta la mangio lentamente, molto lentamente. La mordo a fondo, a piccoli bocconi che mastico lentamente fino a farli liquefare completamente nella mia bocca. La lingua mescola il bolo e i sapori invadono la mente. Forse, per un momento, lo stratagemma funziona. Mi focalizzo sul cibo ma cazzo quella ragazza continua a ridere e la sua risata argentina mi stuzzica…
Bevo la birra ma sorpresa? Non funziona anzi… Peggiora le cose. Devo trovare la forza di alzarmi, andare ad una vedovella e ficcare la testa sotto il getto d’acqua fredda e magari non solo la testa… Ma se mi alzo ora ho paura che si riveli la “manifestazione fisica” del mio stato d’animo. Mi scappa ancora da ridere e questa volta non ci riesco a stare composto, rido. Rido di gusto. Ho gli auricolari e faccio finta (miseramente fallendo, temo) di essere in qualche tipo di conversazione. Prendo la borsa, me la metto sull’inguine e mi alzo ma tra la birra, tra lo stato di eccitazione e l’LSD non sono molto stabile sulle gambe, sto barcollando, sto ridendo, probabilmente sono pure sporco visto che mi sono sdraiato e rotolato in mezzo all’erba poco fa. Ah, e sono pure a piedi nudi, parcchio sporchi, con le scarpe nell’altra mano.
Guardo le persone intorno a me, qualcuno mi guarda, qualcuno mi ignora. Cerco di stare composto ma ci riesco per poco, mentre mi allontano scoppio a ridere di nuovo.
Mi rifugio sotto un albero, mi sdraio ancora mentre “erotic nightmares beyond any measures” danzano nella mia testa. Non capisco bene cosa mi sta succedendo, in teoria non dovrebbe essere l’MDMA ad avere questi effetti? Non ho voglia di stare a pensarci, guardo i rami, le foglie e i raggi di sole che danzano tra questi. É stupefacente. L’odore del mio corpo mi dice che sono sudato, sporco, di terra e di erba ma mi sta bene così. L’albero sotto il quale sono seduto deve avere tanti fiori perchè ne sento il profumo, è un qualcosa di così fisico da essere quasi tattile.
E ancora una volta mi viene in mente il femminile, quel profumo mi ricorda la morbidezza del corpo femminile.
E la Musica… La Musica ancora mi vuole provocare. “When The Levee Breaks” dei Led Zeppelin. Si si si, non ha niente di erotico per se quella canzone ma il ritmo? La batteria? Le chitarre? O forse il mio stato d’animo? Il profumo dei fiori? Il sole e il caldo sulla pelle? CHE PROFUMO DI FIORI!!
Cara la mia Musica, dolce compagna di una vita… Sono nelle tue volute sonore.
E non mi hai mai tradito.
Dopo i Led Zeppelin, è stata la volta di “Outside Woman Blues” dei Cream. E poi “Black Betty” dei Ram Jam. Ero talmente su di giri che ho tentato di disegnare qualcosa ma mi è venuto fuori solo un cazzo in erezione. E me ne sono accorto solo il giorno dopo di cosa avevo disegnato.
Un pensiero mi si fa strada: devo portare con me dei blotter di LSD e iniziare a regalarli alla gente. Si si si… Devo fare così (nota del me futuro: non scherzare…).
Una farfalla bianca sta volando intorno a me. Attraverso me. C’è una luce madreperlacea che circonda tutto, ancora una volta ho l’urgenza di liquefarmi, di perdermi, di dissolvermi, di non essere più.
h. 16,22 – Sono ancora al parco, sono ancora strafatto, high as fuck! Uno dei vecchi spaccini che ero solito contattare per trovare dell’erba decente mi si avvicina e mi dice che vorrebbe “fare affari” con me. E da quando io sono uno che “fa affari”? Cazzo, chi gli ha messo in testa una simile cazzata? Gli rispondo che io non faccio affari, io al limite consumo ma non so fare “affari”. Insiste, dice che lo trovo ogni mattina dalle 10. Gli sorridno, gli stringo la mano e gli dico che io non so fare affari.
Sento della Musica, ad un volume esagerato, offensivo, volgare. Però mi piace il ritmo. Riconosco un poliritmo, un 3/4. É facile riconoscerlo: “pass the goddamn butter”. Mi piace perchè questa Musica non rispetta la linearità del tempo, usa metriche miste e mi piace, mi piace parecchio. Quello che non mi piace è che nessuno sta suonando. É una registrazione. Sono così deluso che mi viene un magone… Cazzo ma perchè? Perchè nessuno suona? Cazzo, prendete degli strumenti e suonate!! Suonate fino a farvi sanguinare le dita! Non questo, non un boombox sparato a tutto volume! Suonate! SUONATE! Fate del vostro corpo MUSICA! Fate del vostro cuore MUSICA!
Ho uno strano insetto sulla mia mano, non so cosa sia, assomiglia ad una mantide religiosa ma è minuscolo. Un cucciolo di mantide religiosa? É assurdamente carino! Si incastra tra i peli del mio braccio e tenta di saltare via… Alla fine ci riesce e sono contento per lui. Chissà dove sta andando.
h. 18,?? – Sono ancora con Sua Maestà. La luce del sole ora ha una sfumatura dorata, ci sono piccole scintille bianche che ogni tanto appaiono tra i raggi sparsi tra le foglie. Ogni cosa ora lascia una scia di madreperla e oro, nettissima; mi perdo in questa bellezza immensa, avvolto nell’aria calda e in una sensazione di tenerezza sensuale che mi sta cullando come una amante. Inizio ad essere stanco, nel fisico e nella mente, forse dovrei iniziare a pensare di tornare lentamente a casa… Ma non ne ho davvero voglia, sto bene qui. C’è una sensazione di pace deliziosa, sento quasi l’afterglow che inizia a formarsi e mi piace lasciarmi galleggiare in questo mare caldo…
h. 20,?? – Sono a casa. Sono immensamente stanco ma immensamente felice, soddisfatto. Mi sono fatto una doccia bollente, mi sono dovuto masturbare perchè la tensione era ormai insopportabile. É stato un orgasmo intenso, prolungato, luminoso se mai questo aggettivo ha un senso abbinato ad un orgasmo. É stata una esperienza puramente dionisiaca, estatica, erotica, sensoriale, luminosa.
Ho visto “gli altri”, non ho visto “me” ed è stato giusto, bello così. Ora devo dormire, il lenzuolo fresco e profumato è leggero sulla pelle. Non so che sogni sognerò, non mi importa. Sono ancora in volo, nella luce. Domani tornerò al mondo ma per oggi, per qualche ora ancora lasciatemi volare, lasciatemi sognare.
In fondo… Perchè no. Me lo sono meritato.