“WE BEGAN AS WANDERERS, AND WE ARE WANDERERS STILL”

Questa frase fu detta da Carl Sagan, nel 1980 nel suo programma COSMOS.

È nella natura umana porsi domande, cercare, capire, investigare e non accontentarsi mai.

È quello che ci ha portato ad esplorare il nostro pianeta e il nostro sistema solare e ci sta portando ad esplorare lo spazio intorno al nostro Sistema Solare, lanciando sonde, alcune delle quali stanno viaggiando da più di trent’anni ancora in buona salute a dispetto delle nostre più ottimistiche previsioni.

Non c’è un confine tra Spazio e Terra, la curiosità è la stessa, il desiderio di sapere è lo stesso, che si stia studiando una foglia di Malus domestica o la cometa 67-P non cambia niente, l’una non ha più o meno dignità rispetto all’altra.

David Hilbert

David Hilbert

Al signor Emil du Bois-Reymond che disse “ignoramus et ignorabimus” rispondiamo fortemente con le parole di David Hilbert: “Wir müssen wissen, Wir werden wissen”.

Se ci fossimo accontentati e se avessimo rinunciato a sapere, oggi moriremmo a trent’anni di vecchiaia, una frattura ci ucciderebbe di setticemia o per un embolo, non avremmo il minimo concetto di igiene (chi è affascinato dall’anime “Lady Oscar” dovrebbe ricordare che era del tutto normale urinare negli angoli degli splendidi saloni di Versailles e preferisco non entrare in ulteriori dettagli), saremmo terrorizzati da un temporale, tireremmo sassi alla luna, saremmo ancora convinti che sputare addosso qualcuno porti fortuna, che le stelle influenzino il carattere e il futuro di una persona e vivremmo ossessionati da buffe superstizioni. Vabè, questo succede ancora ma confido nel fatto che ci stiamo lentamente liberando da questa zavorra ancestrale.

Il piacere della cultura è l’unico vero piacere che ci distingue dalle altre creature. Tutti gli altri hanno una origine puramente animale. La cultura per il piacere della cultura, per la passione di sapere, perché è una fuoco inestinguibile, potentissimo che ci ha reso quello che siamo è solo ed unicamente umano. L’enciclopedia Treccani definisce “cultura” come «L’insieme delle cognizioni intellettuali che una persona ha acquisito attraverso lo studio e l’esperienza, rielaborandole […] con un personale e profondo ripensamento così da convertire le nozioni da semplice erudizione in elemento costitutivo della sua personalità morale […] e del suo gusto estetico, e, in breve, nella consapevolezza di sé e del proprio mondo».

Nessuna altra specie su questo pianeta ha portato ad un livello così raffinato questo concetto. Cultura deriva dal latino, colĕre «coltivare». É vero che siamo talpe semiceche e che sappiamo poco o nulla di quello che ci circonda ma stiamo incessantemente scavando. Stiamo incessantemente imparando, piccoli pezzi per volta.

Abbiamo iniziato ponendoci domande senza avere alcun mezzo per risponderci e da allora non abbiamo smesso un secondo. Quando ci è stato impedito di farlo, siamo piombati in epoche oscure e terribili dove progresso e civiltà non solo si sono fermati ma sono addirittura riusciti a retrocedere per poi faticosamente riprendere il cammino.

Ai detrattori della Scienza in genere che, spessissimo a sproposito e senza cognizione di causa, accusano “gli Scienziati” di essere lontani dalle problematiche “reali” e di vivere un po’ nel loro mondo auguro una epifania, una serendipità che li salvi dallo sprofondo nel quale sono precipitati.

Ne dubito, francamente; il fanatismo è un potente processo autoalimentante, probabilmente l’unico vero esempio di moto perpetuo.

Pretendere una soluzione con uno schiocco di dita e agitando una improbabile bacchetta magica è, nel migliore dei casi ridicolo. Nel peggiore dei casi è pericoloso perché si instillano false informazioni su cosa NON È la ricerca scientifica e su come NON FUNZIONA creando movimenti di aperto contrasto, disinformazione studiata e pianificata e movimenti di sabotaggio più o meno violento e tutto questo non ha fatto altro che ostacolare il progresso verso il benessere tanto acclamato, voluto e preteso a gran voce e con grandi strepitii da coloro i quali hanno fatto di tutto per ostacolarne l’arrivo.

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