Set, Setting ma voglio parlare di INTENZIONI!

Che cos’è l’intenzione (intention) e perché è importante?

Un’intenzione per un’esperienza psichedelica può assumere molte forme, ma nella sua essenza, un’intenzione è la motivazione che ti spinge a entrare in comunione con la sostanza psichedelica.

È un’idea che racchiude gli aspetti che si percepiscono come importanti della propria vita con i quali si desidera entrare in contatto, verso cui vuoi orientarti, su cui vuoi fare chiarezza, che vuoi trasformare, colmare o magari creare.

In alcuni casi, chi intraprende il viaggio adotta intenzioni meno ristrette. Potrebbe sentirsi già appagato dalle circostanze attuali della propria vita e decidere di intraprendere questa esperienza con l’intenzione di ricevere semplicemente ciò che l’universo, dio, la fonte o il proprio subconscio ritengono possa essere di valore per lui.

L’intenzione funge da punto di riferimento per il percorso. Durante il viaggio, potrebbero esserci momenti in cui ci si può sentire bloccati, dispersivi o spaventati. In questi momenti, richiamare alla mente la nostra intenzione ci ricorda con delicatezza che c’è uno scopo significativo in questa esperienza temporanea. L’intenzione ci radica e ci fornisce una direzione.

Non è possibile prevedere con precisione la traiettoria del nostro viaggio psichedelico. Questo è un vantaggio perché, se potessimo, probabilmente guideremmo l’esperienza utilizzando le stesse narrazioni mentali e gli stessi schemi comportamentali controproducenti che ci hanno guidato fino a questo momento.

Una intenzione è uno strumento. Come la sostanza che intendiamo usare.

Come una torcia, ci aiuterebbe a mettere in luce la nostra visione in una caverna buia, un’intenzione aiuta a focalizzare la nostra attenzione nelle acque inesplorate e imprevedibili di un’esperienza psichedelica.

Se dovessi riassumere quello che per me rappresenta l’intenzione:

  • Le intenzioni ancorano l’esperienza psichedelica: un’intenzione chiara dà direzione e significato al viaggio. Mi aiuta a rimanere con i piedi per terra quando l’esperienza diventa intensa o confusa, agendo come una bussola mentale o una torcia in un terreno emotivo sconosciuto.
  • Non devo risolvere tutto in una volta: concentrarmi solo su massimo una o due questioni fondamentali può creare un effetto a catena che influisce su molte aree della tua vita. É controproducente sentirmi sotto pressione per “risolvere” tutto: la chiarezza e la guarigione spesso derivano dal lavorare sui temi emotivi centrali.
  • Le intenzioni dovrebbero concentrarsi su ciò che voglio provare, non su ciò che voglio evitare: invece di dirmi «voglio smettere di sentirmi ansioso», sarebbe meglio dirmi «vorrei imparare a sentirmi calmo e al sicuro». Questo sposta l’attenzione dalla paura alla trasformazione e aiuta a orientare l’esperienza verso la crescita.

I consigli personali che mi sento di dare sono due:

  1. scrivere la propria intenzione. Scriverla su un foglio bello grande, a caratteri maiuscoli, grandi e colorati perchè durante il viaggio può capitare di sentirsi davvero persi, può capitare di non riuscire più a recuperare la propria intenzione autonomamente e averla scritta in maniera chiara e facilmente leggibile diventa un’ancora preziosissima quando il viaggio ti porta in un mare in tempesta.
  2. una intenzione per viaggio. Non sovraccaricarti, non strafare. Trattati con rispetto e dolcezza. Ci sarà sempre tempo per un altro viaggio e un’altra intenzione. Noi esseri umani non siamo multitasking, anche se ci piace tanto crederlo e se siamo spinti a crederlo dalle narrative moderne; men che meno lo siamo quando intraprendiamo un viaggio psichedelico. “Ingozzarsi” porta sempre e solo a gran mal di pancia.

 

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