Temevo che prima o poi sarebbe arrivato qualcosa di simile. Ed è arrivato. Dopo il viaggio con l’MDMA e il dolore che per qualche tempo ho provato, oggi ho sentito uno sconforto abissale e per la prima volta sono ricorso al THC per zittire quello sconforto.
Non è la prima volta che ricorro a “sostanze” per silenziare le mie emozioni. Per decenni ho sofferto di Binge Eating Disorder (e mi fa davvero molto strano scriverlo pubblicamente e senza circonvoluzioni, per la prima volta): in parole molto povere ma spero chiare, il BED è un disturbo che porta a trattare il cibo esattamente come una droga. O per lo meno lo è stato per me. Quando le emozioni raggiungevano o oltrepassavano una certa soglia, avevo bisogno di qualcosa che le sedasse e avevo trovato quel “qualcosa” nel cibo. Non in tutto il cibo ma in alcune tipologie specifiche; ad esempio non toccavo gli zuccheri ma i carboidrati, tra gli altri.
Oggi il BED è completamente sotto controllo anche se il suo richiamo, ogni tanto lo sento ancora. Ho le risorse per non esserne più succube ma come ogni persona che ha passato una fase acuta di dipendenza, ne sento ancora l’invito, in alcuni frangenti.
L’ho sentito. Estremamente potente. Prima di rollarmi una canna con circa 60cg di cannabis (che per me è una quantità veramente elevata) ho avuto la prontezza di scrivere qualche riga sul diario. Non ho usato il cibo, come usavo fare anticamente. Ma il richiamo era lo stesso e la mia risposta, purtroppo, la stessa.
“Oggi mi drogo perchè ho paura di sentire quello che ho dentro di me. Il Vuoto, gli errori del passato, le persone che ho allontanato, le persone che ho perso per sempre, le occasioni che ho perso.
Ho sentito tutto questo ed è un dolore quasi insopportabile che oggi non ho la forza di tollerare.
E non so se ho più paura di assumere questa sostanza che mi anestetizzerà oppure ho paura di non assumerla e stare con l’angoscia che mi sta stringendo il cuore come filo spinato.
NO! Ho scelto. Userò questa molecola, questa droga. Probabilmente andrò in green out ma per oggi ho SCELTO di farlo. Ho un cazzo di bisogno di questa anestesia, di questa analgesia.
Oggi il dolore è troppo grande e io sono troppo piccolo per contenerlo tutto.
AMEN.
Che la dolce Musica abbia pietà di me.”
É servito? Si. Sono effettivamente andato in green out e non è stato piacevole ma è servito a mettere a tacere la cippatrice che stava sbrindellando il mio cuore. Mi sono addormentato senza che neanche me ne rendessi conto.
E mi sono sentito in colpa. Avrei voluto reagire meglio, avrei voluto non ricorrere ad una canna per stare con il mio malessere, avrei voluto sentirmi più pronto, forse più maturo, meno fragile, meno solo ma non è stato così e sento una punta di vergogna.
Non voglio stare a chiedermi se queste sensazioni siano adeguate, giuste o idonee. Al momento non mi interessa chiedermelo. Ci rifletterò, semmai, più avanti.
Questi ultimi tre giorni sono stati parecchio difficili, ho bisogno di tempo e spazio per tirare le fila di tutto quanto e probabilmente nell’immediato futuro scriverò a riguardo.
Per ora mi lecco le ferite e tant’è.