Le droghe che mi piacciono e quelle che non mi piacciono: una analisi inferenziale e chimica

Dopo un anno di utilizzo ragionato di sostanze psichedeliche sono arrivato al punto nel quale posso trarre alcune conclusioni.

Tra le più importanti c’è quella che definisce quali droghe mi piacciono, quali no e perchè. L’analisi fatta è ancora piuttosto grossolana soprattutto perchè mi mancano le conoscenze chimiche e quelle poche che ho maturato ad oggi sono incomplete quindi in un prossimo futuro ci sarà una seconda (o anche terza) parte di questo articolo, quando avrò studiato meglio come le “Drugs I Have Known and Loved” (chiedo perdono a Sasha Shulkin per la parafrasi…) agiscono al livello molecolare.

Partiamo con dati empirici: quali droghe mi piacciono e perchè. In ordine decrescente, da quella che più mi piace a quella che meno mi piace.

  1. LSD: la “mia” molecola! Un potente senso di calore, protezione, morbidezza fisica e mentale. Allucinazioni che salgono dolcemente ma che diventano potenti senza essere eccessivamente intrusive, coloratissime e divertenti. Un fortissimo senso di “homecoming” (“There is a coming home. A home base. Psychedelics help you reconnect with home.” – Ann Shulgin) che mi permette di osservare e analizzare il mio passato decisamente traumatico in maniera compassionevole e meno difficile di quanto avessi mai temuto. L’innalzamento della percezione musicale a livelli sublimi fino a stimolare, una volta finito l’effetto, nuovi percorsi creativi. Nuove connessioni tra testi, esperienze personali e quando possibile, storia personale degli autori (questo aumenta a dismisura l’apprezzamento della Musica da parte mia). Una notevole capacità engnotica e una discreta capacità gnoseogenica e infine un meraviglioso, dolcissimo e prolungato nel tempo afterglow.
  2. 4-Pro-MET: 4-propionyloxy-N-methyl-N-ethyltryptamine. É una droga sintetica di recente introduzione, si tratta di un profarmaco precursore della 4-HO-MET e in questo funziona come la Psilocibina che viene trasformata in Psilocina nello stomaco. La 4-Pro-MET viene ingerita e i suoi effetti sono piuttosto intensi, dal punto di vista visivo. Decisamente intensi. A differenza del dietilamide dell’acido lisergico, questa molecola mi rende la testa molto leggera e mi toglie un po’ di coordinazione. Anche questa mi regala un fortissimo senso di calore e morbidezza, fisica e mentale e aumenta la percezione auditiva ed emotiva della Musica a livelli veramente alti. Non quanto l’LSD ma alti. Dove questa molecola splende davvero sono le allucinazioni: incredibilmente vivide, animate, organiche (dove invece l’LSD regala panorami più geometrici e ordinati), vagamente caotiche ma con un indiscutibile ordine nel caos. Comunque incredibilmente divertenti. Non è una molecola che dona particolari spunti di riflessione, probabilmente dovrei approcciarla in modo più meditativo (ad oggi l’ho usata praticamente solo per avere esperienze musicali) ma ad occhio e croce non mi ha lasciato insight come invece l’LSD ha fatto. L’afterglow c’è ma è di breve durata, qualche giorno e poi evapora via.
  3. 4-PO-DMT: meglio conosciuta come Psilocibina. Il mio rapporto con questa sostanza è particolare. Mi verrebbe istintivamente da definirlo “freddo” ma non è esattamente così, non solo così. Da un punto di vista delle allucinazioni è decisamente divertente, emergono strutture organiche piuttosto complesse che si sovrappongono a quello che vedo creando una realtà estremamente fluida, dove i colori sono saturi (meno saturi rispetto all’LSD o alla 4-Pro-MET) e mutabili e dove, ogni tanto, appare qualche figura che riconosco, come ad esempio un teschio. Dal punto di vista degli stati di introspezione invece la 4-PO-DMT è incredibilmente potente e molto meno gentile dell’LSD. Gli spunti di riflessione che mi sono stati presentati durante le sedute con questa molecola sono stati veramente intensi, difficili per gli argomenti che sono emersi e ogni tanto dolorosi. Non spiacevoli, nel senso di un “bad trip”, affatto. Ma molto difficili. Sono emersi pensieri e ricordi che neanche credevo di avere ancora, sono emerse connessioni che, se per la maggior parte erano solo farfugliamenti lisergici, per altre parti erano invece pezzi importanti di me che stavano cercando un modo per ricollegarsi tra di loro e formare un qualcosa di coerente. Una sostanza complessa da gestire, direi. Da assumere con cautela ma interessante.
  4. THC: ah, il buon vecchio delta-9-tetraidrocannabinolo! Sebbene non sia una sostanza psichedelica propriamente detta, ha i suoi vantaggi e le sue applicazioni. Per quanto mi riguarda ho imparato ad usarlo come supporto per la meditazione e posso confermare che è un grande ausilio. Quieta il ruminio e il rimuginio e rilassa il corpo ponendomi nella situazione ideale per applicare gli esercizi di respirazione che poi mi portano in uno stato meditativo profondo. Uno stato di distacco pressocchè totale, dal corpo, dalla mente, da me. Non facile da raggiungere e da mantenere ma la pratica rende migliori. Durante una di queste meditazioni credo di aver esperito qualcosa di simile alla famosa “ego death”, talmente ero riuscito a distaccarmi dal tutto. Visivamente il THC non da quasi nulla. Emotivamente… Meh… Diciamo che se sto ascoltando della Musica mi rendo conto di essere più sensibile alle emozioni che questa mi offre ma non è paragonabile alle sostanze menzionate fino ad ora. Dove realmente splende, invece, (a parte la capacità di facilitare gli stati meditativi) è il potere di dare una “spintarella” agli psichedelici: ho avuto modo di usare del THC dopo aver assunto LSD e 4-Pro-MET e i risultati sono stati, in ambo i casi, incredibilmente interessanti! Nel primo, con l’LSD, ho decisamente ecceduto il quantitativo usando 0,20g di infiorescenze di Marijuana: l’effetto è stato intenso e piuttosto spaventoso, soprattutto perchè totalmente inaspettato e perchè ho fumato mentre il viaggio era ancora in piena fase. Nel secondo caso, ho usato il vaporizzatore quando il viaggio era in fase calante ed ho utilizzato 0,05g di Marijuana e l’esperienza è stata tra le più belle e divertenti che abbia mai avuto in questi 370 giorni di Psichedelia!
  5. Salvinorna A: questa è una “bestia” a se stante. Diversa da tutte le altre che ho elencato fino ad ora. La salvinorina A è un agonista dei recettori κ-oppioidi e recentemente si è scoperta una sua moderata affinità per alcuni sottotipi di recettori della dopamina, funziona quindi in maniera totalmente diversa rispetto al resto del gruppo e infatti è sostanzialmente un allucinogeno dissociativo. Non da alcuna possibilità di riflessione o meditazione se non a bassissime dosi e per bassissime dosi intendo intorno o al di sotto dei 200µg; siamo al livello dei dosaggi dell’LSD (è il più potente allucinogeno naturale conosciuto, forse soltanto il 5-Meo-DMT gli si avvicina e comunque la Salvinorina A è di origine vegetale, il 5-Meo-DMT è di origine prevalentemente animale, salvo qualche rara eccezione). Dove eccelle in maniera spettacolare sono le allucinazioni: batte qualsiasi altra droga senza nessun dubbio. Le visioni sono totali, coloratissime, geometriche fino all’inverosimile e assolutamente immersive. La realtà oggettiva sparisce per lasciare spazio ad un universo del tutto folle, meraviglioso e in movimento. Il senso del “Se” si liquefa, la propriocezione si altera in modi assurdi, la gravità sembra cambiare imprevedibilmente. L’onset è rapidissimo, pochi secondi. Così come l’offset. A mio giudizio è la perfetta droga per “staccare” per qualche minuto (l’effetto non dura mai più di 10 minuti anche se soggettivamente, per qualcuno, sembra che possano passare anni), per una momentanea, veloce evasione. Lo svantaggio maggiore che ho riscontrato è che la Salvinorina A ha un punto di fusione di circa 240° e uno di bollitura di 760,2°: questo significa che per essere inalata ha bisogno di essere bruciata con una fiamma sufficentemente potente, un accendino ma preferibilmente un accendino a torcia (ha una fiamma più consistente, più calda e quindi può essere usato per meno tempo). Questo può creare problemi per chi, come me, non fuma neanche le sigarette. Ci sono delle soluzioni, però, come ho spiegato in altri miei articoli.
  6. Ketamina: ad oggi è la droga che più mi ha deluso e quella che so che non utilizzerò mai più. Per essere chiari, non è stata una esperienza sgradevole e non ho avuto un bad trip. Ma è stata una esperienza molto molto lontana da quello che io definisco una esperienza psichedelica. Per me la Psichedelia è colore, calore, Musica, senso di homecoming, spunti di riflessioni importanti, voglia di ballare, voglia di imparare, in senso più ampio è Amore e forza vitale, piacere vivo e pulsante, luce, movimento, energia. La ketamina non è nulla di tutto questo. L’ho vissuta come una coperta calda ma pesante come tungsteno, un’ottundimendo dei sensi, voglia di sprofondare in un buco e seppellirmici dentro. Nessun colore, nessuna melodia, nessuna energia nel corpo e men che meno nella mente. Non mi ha spaventato, al momento mi andava bene. É stato dopo, da sobrio, che ho provato un senso di vuoto e inutilità; che mi sono chiesto “che cazzo ho fatto?” con una sgradevole sensazione di aver sbattuto via del tempo che avrei invece potuto investire in qualcosa di più produttivo e allegro.

Fatte queste considerazioni di natura esperienziale, mi sono chiesto quale è il denominatore comune che lega le droghe che mi sono piaciute? E perchè le altre non mi sono piaciute altrettanto? Ho accantonato il fatto di essere un LSD-Fanboi e mi sono concentrato sulla chimica di queste sostanze ed ho scoperto qualcosa di interessante. Di sicuro ho scoperto l’acqua calda ma per me è stata una scoperta enorme.

Guardiamo questo schema:

Quando ho visto per la prima volta la struttura di queste molecole all’inizio non ci ho fatto molto caso ma, guardando con più attenzione e riflettendo su quali di queste hanno gli effetti più interessanti e, tutto sommato, più efficaci per quello che sto cercando, il comune denominatore è balzato agli occhi:

Questa struttura si chiama INDOLO. Curiosamente il suo nome deriva dall’indaco, noto colorante azzurro-violetto e la sostanza in se ha un caratteristico odore di merda. Letteralmente. Se si guarda con attenzione, l’indolo è presente nelle molecole dell’LSD, della 4-Pro-MET e della 4-PO-DMT ma totalmente assente nel THC, nella Salvinorina A e nella Ketamina.

La struttura dell’indolo è costituita da un anello fuso di benzene e pirrolo, essenziale per l’attività di varie triptamine; la sua struttura molecolare influenza in modo significativo la potenza e gli effetti allucinogeni delle molecole nelle quali è presente.

Le sostanze che più funzionano su di me sono quelle che, a quanto pare, hanno l’indolo nella loro struttura.

Da questo posso provare ad inferire qualcosa, se esamino la struttura molecolare delle seguenti droghe che ho intenzione di provare:

É chiaro, no? La N,N-dimetiltriptammina (DMT) e la 5-metossi-N,N-dimetiltriptamina (5-Meo-DMT) hanno l’indolo e quindi è ragionevole pensare che queste due molecole possano avere un effetto a me in qualche modo affine. La letteratura scientifica e aneddotica è chiara, sono due molecole estremamente potenti (e mi piacerebbe tantissimo imparare perchè e in che modo differiscono dall’LSD, 4-Pro-MET e 4-PO-DMT) e questo non fa che aumentare la mia curiosità!

Sulla 3,4-metilenediossimetanfetamina (MDMA) ho invece qualche riserva. Ha una struttura molecolare completamente diversa da qualsiasi altra sostanza che abbia usato (e non usato) fino ad oggi ma la mancanza di quella struttura mi lascia un po’ scettico, nonostanze le narrazioni a riguardo siano quasi unanimamente entusiastiche.

Mentre la Salvinorina A si lega ai recettori κ-oppioidi dove il recettore kappa è uno dei quattro recettori correlati che legano composti simil-oppiacei nel cervello e sono responsabili nel mediare gli effetti di questi composti come alterazione della nocicezione, della coscienza, del controllo muscolare e dell’umore.

Il THC, per contro, lavora su recettori completamente diversi: quando il THC entra nel flusso sanguigno e raggiunge il cervello, si lega ai recettori dei cannabinoidi. Il ligando endogeno di questi recettori è l’anandamide, i cui effetti vengono imitati dal THC. Questo agonismo dei recettori dei cannabinoidi determina variazioni nei livelli di vari neurotrasmettitori, in particolare la dopamina e la noradrenalina, che sono strettamente associati agli effetti acuti dell’assunzione di cannabis, quali l’euforia e l’ansia. Alcuni effetti possono includere uno stato generale alterato di coscienza, euforia, rilassamento o riduzione dello stress, maggiore apprezzamento delle arti, compreso l’umorismo e la musica, giovialità, metacognizione e introspezione, miglioramento della memoria (memoria episodica) e aumento della sensualità, della consapevolezza sensoriale, della libido e della creatività. Sono tipici anche il pensiero astratto o filosofico, l’interruzione della memoria lineare e la paranoia o l’ansia (anche se non ho mai personalmente esperito queste ultime due).

Queste due sostanze hanno quindi dei recettori e delle funzioni ben specifiche. Soprattutto, da quanto ho capito, non hanno alcun sistema di ricaptazione.

Quello che mi preoccupa un po’ della 3,4-metilenediossimetanfetamina è che questa molecola è un agente che stimola il rilascio di serotonina, noradrenalina e dopamina (SNDRA). In misura minore, l’MDMA agisce anche come inibitore della ricaptazione della serotonina, della noradrenalina e della dopamina (SNDRI); mi da quindi l’idea di qualcosa che agisca su un ampio spettro di recettori, qualcosa di “poco delicato” e di molto caotico.

Magari sto sbagliando clamorosamente; ribadisco che non ho alcuna conoscenza di farmacologia o chimica o altro quindi sto quasi letteralmente andando alla cieca ma la sensazione è quella.

Prima o poi proverò queste tre molecole, sono le ultime tre che ho intenzione di usare per completare la mia esperienza psichedelica; altre come la 3,4,5-trimetossi-β-fenetilammina (mescalina) o altre sintetiche non mi interessano particolarmente a parte, FORSE, la 2C-B (4-bromo-2,5-dimethoxyphenethylamine) e la DPT (N,N-dipropyltryptamine), quest’ultima, a differenza della 2C-B, possiede il famoso indolo per cui potrebbe essere una esperienza più interessante ma, ancora una volta, I’m just poking in the dark.

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